spostamenti, abitudini e nuove tendenze (?)
2020 l'anno più imprevedibile della storia recente.
Un numero di decessi che l'Italia non contava dal 1944 - in piena Seconda Guerra Mondiale, economia in picchiata (ieri leggevo un report sull'economia locale nel quale si parlava di oltre il 60% delle aziende con fatturato in recessione e oltre la metà di queste non prevedono di recuperare le perdite se non nei prossimi 2 anni), negozi prevalentemente chiusi per molto tempo così come accade per molti altri settori (un disastro per il turismo - uno dei i nostri motori) e, soprattutto, scuole ancora ferme.
ad aprile speravo che questo periodo, prolungatosi di molto, ci rendesse più consapevoli e mettesse 'un po' d'ordine' alle priorità e ci rendesse, almeno un poco, migliori.
non solo non siamo diventati migliori, ma siamo forse diventati ancora più ignoranti, individualisti ed egoisti, come minimo.
le immagini e le polemiche relative all'estate trascorsa sono ancora lì a ricordarcelo. i risultati di quello che abbiamo fatto e di come ci siamo comportati ci hanno portato dove siamo ora. i commenti che non si spengono mai su misure e scelte fatte da chi ci governa ci dimostra che a noi non va mai bene nulla e che, in ogni caso, la responsabilità è sempre altrove e mai nostra.
non ci vogliamo convincere che quello che abbiamo fatto questa primavera dovrebbe essere un grandissimo esempio per tutti noi. lasciando da parte il giudizio sulle ragioni che hanno spinto a chiudere tutto, abbiamo avuto l'evidente dimostrazione che, se ognuno porta il suo piccolo contributo, il risultato è immenso. tanto è vero che la maggiore parte dei paesi europei ci ha seguito in tali decisioni e ancora oggi il 'lockdown' sembra essere l'unica cosa a funzionare (notizia di oggi che anche la Svezia abbia ammesso di avere commesso l'errore di non perseguire questa strada per rallentare la pandemia).
sono convinto che siamo noi, il popolo, a decidere i cambiamenti. siamo sempre stati noi. perché siamo noi la 'maggioranza'.
le nostre abitudini si stanno modificando drasticamente. il nostro modo di vivere la quotidianità, di lavorare, di essere in contatto con gli altri. penso ad ogni piccola azione. se solo avessimo imparato qualcosa da tutto questo, allora potremmo ancora trarre qualche insegnamento per gestire anche i casi più complessi.
quanto era pulita l'aria questa primavera quando eravamo tutti costretti a casa? era proprio così necessario utilizzare l'auto per qualsiasi spostamento, soprattutto per chi vive in città (più o meno grandi)? oppure si riusciva a fare tutto anche senza auto?
così penso alla polemica sulle scuole ed al fatto che, per riaprire le scuole, sia necessario mettere in atto un piano di potenziamento dei mezzi pubblici, oppure pensare a scaglionare gli ingressi.
alle volte credo che cerchiamo le soluzioni difficili a problemi semplici.
quando andavo a scuola io i parcheggi delle scuole erano pieni di biciclette e motorini al punto che, se arrivavi qualche minuto prima del suono della campanella, faticavi persino a trovare parcheggio. e prima ancora la bicicletta era quasi l'unico mezzo di trasporto (ho memoria di racconti ascoltati in cui c'erano bambini che facevano chilometri per andare a scuola, tutti i giorni e a volte in due sulla stessa bici).
vivo in una cittadina di provincia, che rimane comunque la terza per numero di abitanti in Lombardia. dubito che siano molte città più grandi per estensione su tutto il territorio nazionale e le distanze non sono certamente un problema. persino Milano è una città 'pedalabile' (quando ho svolto il servizio militare andavo e tornavo da casa alla caserma tutti i giorni: una decina di km per un totale di 40' di bici fatti con calma e senza sciupare la divisa).
quante città ci sono in Italia piene di salite da raggiungere (le più collinari sono anche quelle con il maggior numero di km di ciclabili e di biciclette per abitante - penso a Trento e Bolzano)? e in quante parti d'Italia il clima è realmente un problema? al nord è più facile trovare giornate fredde e piovose ma continuiamo a ricordarci di Trento e Bolzano, così come delle città del nord Europa dove la bicicletta è un mezzo molto diffuso (Copenaghen, Berlino ed Amsterdam su tutte).
il problema non è forse altro?
penso al concetto di bicicletta che abbiamo noi italiani (o la maggior parte di noi) che quando sentiamo qualcuno dire che ha fatto 30km in bici pensiamo sia un pazzo (30km a 20km/h - velocità abbordabilissima da tutti - corrispondono a circa 90' di bicicletta. guardiamo sulle impostazioni del nostro telefono quanto tempo al giorno trascorriamo sui social e capiremo che forse non è poi così da pazzi pedalare 90').
oppure nel modo di vestire. è vero siamo conosciuti per essere un popolo elegante. ma mi permetto di dissentire da questa che ormai trovo più una leggenda che una verità. basta guardarsi intorno. in molti anni ho visto molte persone in giacca e cravatta ma molto distanti dal concetto di eleganza. meglio un buon paio di jeans piuttosto che un pantalone stropicciato e rovinato (il jeans non si rovina, diventa più vissuto!). probabilmente, visto che comunque abbiamo un senso dell'estetica un po' più marcato di altri popoli (ma non della praticità!) potremmo essere così bravi da creare anche qualche buon accessorio per rendere anche l'andare in bicicletta ancora più 'cool' di quanto già effettivamente sia.
siamo sempre così attenti alle mode ma non ci siamo ancora appassionati all'idea che la bicicletta possa essere una nuova tendenza. questo nonostante la nostra lunghissima tradizione, i migliori ciclisti della storia (Bartali e Coppi per fare due nomi, ma anche Gimondi, Moser, Saronni, Cipollini, per arrivare ai giorni nostri a Basso e Ganna), i migliori produttori di biciclette (la bicicletta gialla voluta dal Signor Colnago in persona per la maglia gialla al tour questo autunno ha fatto il giro del mondo anche tra i non addetti ai lavori) e quando si parla di componentistica si parla di Campagnolo. in qualunque sito che riguardi questo mondo si parla e si trova sempre un riferimento all'Italia.
eppure, nonostante tutto questo, noi siamo un popolo di automobilisti! ah,si, giusto, dite che abbiamo anche Ferrari, Lamborghini, Bugatti e Maserati? si, ma forse è ancora più facile comprare una Pinarello Dogma che una Lamborghini Aventador (abbiamo avuto anche il bonus bicicletta che tornerà anche nel 2021) è ancora più facile da parcheggiare (appesa in soggiorno fa la sua bella figura, si, anche la Lamborghini ma serve un locale più ampio, qualche accessorio in più per appenderla e sganciarla la mattina per andare in ufficio può creare qualche minuto di ritardo), da mantenere e, spesso, ci permette di arrivare anche prima a destinazione.
sono tutti concetti molto semplici e, trovo anche logici.
non sono certo che ci siano delle controindicazioni. io non le trovo e quando mi addentro in un confronto la risposta che ottengo è sempre che l'auto è più comoda. ma non capisco per cosa sia comoda se non per il fatto che non ti accaldi a stare in auto (a meno che non ci siano 40 gradi fuori e la cosa accade spesso in Italia). ecco, quello è il vero unico beneficio che posso ammettere ed accettare (su tratte inferiori ai 15km).
sui benefici della bicicletta ci sono, per rimanere in tema, km di bibliografia e di persone che hanno fatto della bicicletta una filosofia di vita. ma fino ad oggi nessuno che sia riuscito a dare un imprimere un cambio radicale, almeno in Italia e che io sappia, alle abitudini del nostro paese.
spesso chi ne scrive o parla ha fatto scelte drastiche (persone che hanno abbandonato il lavoro per girare il mondo in bicicletta, oppure che hanno fatto della bicicletta uno stile di vita). non è necessario arrivare a tal punto e forse anche questo dissuade dallo sposarne la causa. è molto meno radicale come scelta. basta scegliere il giusto mezzo, avere un abbigliamento adatto e l'allenamento per fare pochi km arriva in breve. è garantito.
mi piacerebbe esplorare di più questi aspetti, approfondirli e provare a dare, almeno a me stesso, delle spiegazioni.
perché, per esempio, andare a scuola non è un problema così irrisolvibile.
perché i ragazzi avrebbero il diritto di utilizzare un mezzo di trasporto bello, semplice, economico, alla moda e che gli permetta anche di stare insieme e condividere passioni e mode.
perché potrebbe essere un mezzo di trasporto adottato da una popolazione molto più ampia di quella dei giovani.
penso ancora alla molteplicità di soluzioni ciclabili disponibili ed all'evoluzione che hanno avuto negli anni e che oggi si possono trovare ovunque on line e soprattuto nei paese dei Nord Europa. mai vista una bicicletta cargo? ecco era quella che avevano in dotazione tutte le nostre botteghe e che il 'garzone' utilizzava per fare le consegne a domicilio, si proprio quelle che ora paghiamo lautamente e senza accorgercene a tutti i servizi di delivery che conoscete.
come trovare soluzioni a problemi piccoli: davvero non esiste un abbigliamento comodo, pratico, bello ed elegante da adottare in quasi tutte le occasioni? davvero le aziende non si possono dotare di un piccolo spazio per la custodia delle bici e di un'area cambio?
quanto è difficile adottare delle abitudini che possano anche semplificare la vita?
quanto costoso può essere creare delle strutture e servizi idonei intorno a quello che potenzialmente è un 'business' per il futuro che può portare solo a dei benefici?
per tornare al punto che mi ha fatto fare questa lunga riflessione, proverò a fare e condividere queste considerazioni nel tempo e a capire quanto sia davvero una missione impossibile.
intanto
pedalo indoor
e corro
colonna sonora: sotto questo sole | baccini e i ladri di biciclette

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