per un soffio.

la previsione e la scommessa che avevo fatto con me stesso (anche se l'avevo proposta anche a Linus tra le migliaia di mail che riceve tutte le mattine mentre è in diretta) era di arrivare prima di Linus. Potrei accampare mille scuse per spiegare perchè non sono arrivato prima ma non è fondamentale. Nella corsa non agonistica la prima persona contro cui si corre è sé stessi ed è su questo principio che si imposta la gara. Non mi sono allenato un granchè ultimamente e l'obiettivo che mi ero posto era di chiudere entro i 43'. Sono riuscito a completare i miei 10km con un più che onorevole 42'25". Più che soddisfatto direi.
Come sempre accade quando partecipo ad una gara mi sono ritrovato immerso in un clima che mi fa sentire bene ancor prima di partire: gente di tutte le età che si scalda, che ride e scherza, che si saluta (tutti conoscono tutti), della sana complicità in ogni cosa. Un esempio: sono arrivato ed ho parcheggiato alla 'spera in Dio' (che non ti diano la multa), il mio 'vicino di parcheggio' che si stava preparando, rigorosamente seduto dentro al portabagagli, mi dice di stare tranquillo e di correre a prendere il pettorale che altrimenti non riesco a partire (c'è una coda infinita al ritiro); dopo le operazioni di rito (pettorale, deposito, ultimi preparativi) mi avvio al riscaldamento e incontro di nuovo il 'vicino di parcheggio'. Ci scaldiamo insieme parlando di Linus, di Deejay, delle gare che (non) abbiamo fatto, della prossima maratona di Milano (per me la prima per lui l'ennesima), ci avviamo alla partenza insieme come se ci conoscessimo da sempre, poi un 'in bocca al lupo' e lui prende il volo.
Questo è quello che mi aspetto di trovare, insieme alla gente che ti incita e sostiene ai bordi della strada, alla sensazione del respiro e delle pulsazioni ancora sotto controllo, al passo che rimane costante per tutto il percorso. In certi momenti sembra davvero di correre tutti insieme per arrivare tutti insieme. In un certo senso è così; soprattutto nei chilometri finali il ritmo sale, si ha voglia di accelerare, a volte un pò troppo e allora senti le persone vicine, ascolti anche il loro passo e cerchi di tenere il ritmo così come loro cercano di fare con te. Può darsi che sia una sensazione tutta mia, a me piace pensare che sia così.
E viene voglia di continuare, di arrivare e di pensare alla prossima!
Ora pensiamo a non perdere più l'allenamento e ad arrivare al 2 dicembre. Milano.
Evviva!
dai che prima o poi riuscirò a venire a vederti...
RispondiEliminacomunque dalla foto sembri meno a pezzi di Morandi... grama soddisfazione? :D
morandi è uscito dal coma?
RispondiEliminanella foto ti si sta riproponendo la colazione?
comunque sia... complimenti! pastadipane ti invidierà
L'eterno giovane sei tu o il solito gianni??.. l'importante è correre, chi arriva primo non sai mai cosa succede dietro!!Grande Stè!
RispondiEliminaps. sono contenta che t(v)i
sia(te) ripreso(i)!
x chicca: sembro solo meno a pezzi di morandi, in realtà ero devastato ma queste sono cose che si vedono solo dal vivo.... ;-)
RispondiEliminax ciccett' morandi era già uscito dal coma subito dopo l'arrivo ma ha farneticato al microfono per diversi minuti. c'è da dire che ha dato tanta di quella birra a tanta di quella gente.
x annina ovviamente l'eterno giovane sono io per almeno due ragioni: non mi tingo i capelli (che non ho), non mi appoggio a linus per rimanere in piedi.
l'importante è correre? direi di si. sempre emozionante. una volta sarebbe bello non sapere cosa succede dietro ma credo che rimarrà un sogno da cullare ogni volta che si vede uno sportivo (vero) tagliare il traguardo, ogni volta che uno di loro si emoziona vedendo la bandiera alzarsi e cantando l'inno del proprio paese, vedendo una squadra (possibilmente quella del cuore) alzare una coppa al cielo. intanto corrooooooooooooo.
grande!!
RispondiEliminax braves: benvenuto e grazie! ;-)
RispondiEliminamitico!!!
RispondiElimina^_^
oggi è il patrono di bologna e ne ho approfittato per andare a correre (anche se nulla paragonabile ai tuoi ritmi..) e mi sei venuto in mente insieme a tutte le tue riflessioni sulla corsa... devo dire che mi ritrovo molto con quel che descrivi...
bhè, a dir la verità ho pensato molto anche ai tuoi pensieri di un commesso viaggiatore dato che sono stata via 2 giorni... e mi immaginavo come sarebbe stato aver preso le scarpe ed essere andata a correre lungo il tamigi...
ma sono ancora troppo pigra ;)
ps. devo mandarti la ricetta della piadina!!!
beh, intanto che aspetto la ricetta per la piadina, ti invito a provarci, provarci e provarci ancora. correre in un luogo sconosciuto ha un fascino fuori dal comune e non ti senti nemmeno tanto strano perchè poi dentro di te una vocina ti dice: 'tanto qui non ti conosce nessuno, chettefrega'.
RispondiEliminaAltre situazioni impagabili: alzarsi all'alba e correre al freddo (dopo due minuti sei caldo e vedi qlcosa che la città non vede perchè dorme- ancora fatico ma quando riesco non vorrei mai tornare a casa); le prime albe primaverili, la corsa sulla neve e possibilmente al buio (pericolo di scivoloni ma il silenzio e il solo rumore del passo rimangono nelle orecchie per le settimane successive); una corsa al tramonto con incluso tuffo in un mare deserto....ok. per ora basta altrimenti scopri che ti piace troppo e i ritmi impensabili diventano i tuoi. ;-)