do less get more (again)
Riprendo il mio penultimo post, del 16 ottobre 2017, da cui riparto.
non scriverò molto, è un dato di fatto, ma in questi giorni sono tornato a rileggere alcuni dei miei pensieri e mi sono soffermato su quello che dicevo in quel post.
In effetti non mi sono mosso un granché negli ultimi due anni rispetto alle velleità sportive che avevo; anzi, direi che c'è stata una notevole regressione (anche a causa di qualche acciacco subentrato). E qui è lecito riportare ancora il post:
"...Una delle mie priorità è sicuramente quella di tornare a fare sport con continuità, quasi da vero atleta.

In realtà dopo quelle gare ho ripreso quest'anno a fare qualcosa. Una mezza maratona corsa solo perché il mio grande amico Francesco mi ci ha praticamente spinto quasi a forza, poi una Monza-Resegone da semicriminale (chi ha mai corso una gara di quel tipo senza alcun tipo di allenamento, portandola a termine dignitosamente, alzi la mano!) e poi qualche gara ancora con risultati scadenti per arrivare a Valencia.
Questa gara merita una menzione speciale per diverse ragioni: c'eravamo noi, noi due! e c'era Francesco, erano i suoi 50 anni, doveva essere una maratona memorabile e lo è stata. Ho corso davvero poche maratone, gare con quello spirito e nonostante ad un certo punto si sia messa davvero malino. C'erano tutti i presupposti perché andasse male, venivo da un infortunio, ma la testa ha vinto su tutto. Essere lì, con Ioana, con Francesco, essere lì, in una maratona mi ha fatto tornare a sentire le sensazioni che ho perso, per anni.
Il pensiero rimane quello. Ci ho provato per mesi, dopo avere mollato tutto, dopo non avere più avuto energie per alzarmi dal letto la domenica ed avere passato interi fine settimana in casa, trasformato da una energia negativa che non riuscivo a togliermi di dosso, finalmente ho di nuovo la voglia di allenarmi.
non scriverò molto, è un dato di fatto, ma in questi giorni sono tornato a rileggere alcuni dei miei pensieri e mi sono soffermato su quello che dicevo in quel post.
In effetti non mi sono mosso un granché negli ultimi due anni rispetto alle velleità sportive che avevo; anzi, direi che c'è stata una notevole regressione (anche a causa di qualche acciacco subentrato). E qui è lecito riportare ancora il post:
"...Una delle mie priorità è sicuramente quella di tornare a fare sport con continuità, quasi da vero atleta.
Questo è un anno di 'transizione' da questo punto di vista. Ho corso due maratone e un mezzo IronMan.
Mi sono allenato con molta discontinuità ed i risultati sono lì a dimostrarlo..."
In realtà dopo quelle gare ho ripreso quest'anno a fare qualcosa. Una mezza maratona corsa solo perché il mio grande amico Francesco mi ci ha praticamente spinto quasi a forza, poi una Monza-Resegone da semicriminale (chi ha mai corso una gara di quel tipo senza alcun tipo di allenamento, portandola a termine dignitosamente, alzi la mano!) e poi qualche gara ancora con risultati scadenti per arrivare a Valencia.
Questa gara merita una menzione speciale per diverse ragioni: c'eravamo noi, noi due! e c'era Francesco, erano i suoi 50 anni, doveva essere una maratona memorabile e lo è stata. Ho corso davvero poche maratone, gare con quello spirito e nonostante ad un certo punto si sia messa davvero malino. C'erano tutti i presupposti perché andasse male, venivo da un infortunio, ma la testa ha vinto su tutto. Essere lì, con Ioana, con Francesco, essere lì, in una maratona mi ha fatto tornare a sentire le sensazioni che ho perso, per anni.
"...Certo, fare sport per il piacere di farlo ma rimango un 'atleta' nel profondo ed il piacere sta anche nello spostare un po' in là il limite.
Sta nel fare bene. Allenarsi bene, alimentarsi bene, avere buone abitudini, sentire il proprio corpo spendere bene le energie e muoversi in modo armonico..."
Il pensiero rimane quello. Ci ho provato per mesi, dopo avere mollato tutto, dopo non avere più avuto energie per alzarmi dal letto la domenica ed avere passato interi fine settimana in casa, trasformato da una energia negativa che non riuscivo a togliermi di dosso, finalmente ho di nuovo la voglia di allenarmi.
"...Questa mattina mi sarei dovuto alzare ad un orario che mi avrebbe consentito una corsa di un'ora.
Non ce l'ho fatta. Come spesso accade ero stanco, avevo freddo e non stavo benissimo.
Uno degli esempi che viene fatto nel libro è proprio questo: pensare alle cose che ci fanno stare bene e dare loro spazio nelle nostre giornate:
Tornare ad accomunare le mie giornate professionali con quelle sportive.
Trovo bello riuscire ad avere queste 'due vite' che corrono in parallelo e che spostano energia da una parte all'altra.
Mi fa stare bene sapere di avere una vita in cui lavoro, esprimo la mia passione per ciò che faccio e farlo in modo professionale.
Cambiarmi ed esprimere la stessa energia e la stessa passione nello sport..."
E' iniziato da poco un nuovo anno, in questi giorni i ritmi sono più tranquilli, sono a casa, posso dedicare più tempo ad altre cose che non siano il lavoro a cui dedico molto, moltissimo tempo. Torno a pensare a come ero quando mi allenavo da 'semi-atleta' (come piace definirmi) e a come stavo io, a come mi confrontavo con il mondo del lavoro, a quella bella energia che avevo quasi sempre e, si, penso che sia qualcosa da riconquistare, per me - per quel tempo dedicato a me stesso e per la sensazione di benessere che mi portava non solo nel momento sportivo - e per chi è vicino a me - perché è bello poter donare loro la parte migliore di me.
Nuovo anno, "..come ai vecchi tempi, con lo sguardo in avanti e la testa alta,
Nuovo anno, "..come ai vecchi tempi, con lo sguardo in avanti e la testa alta,
corro, anzi, 'corro'.."
colonna sonora: Should I stay or Should I go - The Clash

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