do less get more
Una delle mie passioni, la lettura.
Spesso mi dicono che leggo cose 'noiose'. Mi piacciono i saggi.
Tornare ad accomunare le mie giornate professionali con quelle sportive.
Prima i fumetti, poi sempre più libri.
Spesso mi dicono che leggo cose 'noiose'. Mi piacciono i saggi.
A volte 'ho bisogno' di un buon racconto. Di quelli che ti fanno viaggiare con la fantasia, che quando li apri e sfogli le pagine, come per magia, entri in un mondo parallelo. Nei giorni in cui leggo questi racconti ho quasi la sensazione di vivere con i personaggi dei libri che sto leggendo.
Libri, si, più d'uno per volta. No, non si fa confusione. Appena li apri, capisci già dove sei, entri in quel mondo. Soprattutto con i racconti.
"Do less, get more" non è un romanzo, è un saggio ma somiglia molto ad un racconto in cui l'autrice - che peraltro ha una bellissima ed invidiabilissima biografia - aiuta, attraverso consigli ed esercizi, a capire come riappropriarsi del proprio tempo e priorità.
Un libro acquistato in un angolo di una delle mie librerie preferite, forse LA preferita, sicuramente la più frequentata. Di quelle dove passare ore e da cui non riesco ad uscire a mani vuote (alla faccia del libro sul minimalismo altrettanto apprezzato ed acquistato nella medesima libreria).
Una delle mie priorità è sicuramente quella di tornare a fare sport con continuità, quasi da vero atleta.
Questo è un anno di 'transizione' da questo punto di vista. Ho corso due maratone e un mezzo IronMan.
Mi sono allenato con molta discontinuità ed i risultati sono lì a dimostrarlo.
Certo, fare sport per il piacere di farlo ma rimango un 'atleta' nel profondo ed il piacere sta anche nello spostare un po' in là il limite.
Sta nel fare bene. Allenarsi bene, alimentarsi bene, avere buone abitudini, sentire il proprio corpo spendere bene le energie e muoversi in modo armonico.
Questa mattina mi sarei dovuto alzare ad un orario che mi avrebbe consentito una corsa di un'ora.
Non ce l'ho fatta. Come spesso accade ero stanco, avevo freddo e non stavo benissimo.
Uno degli esempi che viene fatto nel libro è proprio questo: pensare alle cose che ci fanno stare bene e dare loro spazio nelle nostre giornate:
Tornare ad accomunare le mie giornate professionali con quelle sportive.
Trovo bello riuscire ad avere queste 'due vite' che corrono in parallelo e che spostano energia da una parte all'altra.
Mi fa stare bene sapere di avere una vita in cui lavoro, esprimo la mia passione per ciò che faccio e farlo in modo professionale.
Cambiarmi ed esprimere la stessa energia e la stessa passione nello sport.
Il principio dei vasi comunicanti vale anche in questo caso dal mio punto di vista.
quindi, come ai vecchi tempi, con lo sguardo in avanti e la testa alta,
corro, anzi, 'corro'
colonna sonora: Should I stay or Should I go - The Clash

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