Commesso Viaggiatore, Blogger, Runner, Papà, Uomo - il manifesto

Ogni volta che scrivo mi riprometto di tornare presto.
Non ho un audience che mi aspetta e nulla mi chiede di essere e scrivere in questo spazio.
Se non il mio desiderio di mettere nero su bianco i miei pensieri e di renderli più fluidi attraverso la scrittura che penso sia un ottimo strumento per chiarire prima di tutto a sé stessi 'dove si è'.

Da lungo tempo la corsa e i viaggi in solitudine in auto sono per me un momento di 'brainstorming'.
Le migliori idee, le decisioni più importanti, i programmi più complessi li ho pensati in quei contesti.

E anche ieri sera, durante la mia corsa che è tornata a farmi compagnia con più continuità e che sta tornando ai livelli dei 'tempi d'oro', sono tornato nel mio 'ambiente', nella mia 'bolla di pensiero' a fare il punto della situazione degli ultimi mesi.

Prima di scrivere un nuovo post ho anche l'abitudine di andare a leggere l'ultimo che ho scritto, gli ultimi. Misurarne la veridicità rispetto a me stesso oggi verificare se e come è servito e quanto sono evoluto da quel punto. 
Un bel pensiero da cui temo di non avere fatto grandi passi avanti. 
E' probabile che ciò con cui mi sto confrontando sia qualcosa che necessita di più spazio, tempo e pazienza di quanto pensassi. 
E' anche probabile che lavorare su più livelli rende più complessa l'evoluzione.

Mi trovo spesso a dire o pensare che è la prima volta che mi trovo in una situazione. Non sono sicuro che sia così, considerato anche il fatto che gli anni passano e se non avessi mai dovuto affrontare più di una difficoltà contemporaneamente, vorrebbe dire che sono stato molto fortunato.

Piuttosto credo che il tempo aiuti a lasciare andare certe cose e a non volerle mantenere nella nostra limitata memoria. Da poco ho scoperto che, pare, la nostra memoria sia paragonabile ad un apparato con capienza pari a 16GB, un iPhone di vecchia generazione. Nulla, poche foto, qualche testo e poche altre canzoni.
Si spiegherebbe anche così il perché del fatto che certe cose non le ricordo.

Mi viene anche il dubbio che, non ricordandole, si fatichi a fare tesoro di esperienze passate.

Ma sto derivando. 

Il fatto certo è che alcune cose stanno finalmente tornando nella mia vita e il mio tempo mi aiuta a capire che posso andare oltre, che non è vero che va tutto male. Dipende anche da come si guarda alle cose, mi insegnano.

Ho la presunzione di pensare di avere una discreta forza d'animo che mi ha fatto passare attraverso esperienze poco piacevoli. Sicuramente ho contribuito a renderle tali, sicuramente se non avessi avuto la voglia di affrontare le difficoltà ed avessi messo la testa sotto la sabbia in attesa del passaggio della bufera, oggi sarei molto più sereno almeno superficialmente. 
Non è nel mio carattere ed ancora oggi ho delle cose con cui faccio i conti e di cui non sono contento.

Ieri sera, mentre correvo, pensavo a me come individuo e cercavo di definirmi con poche parole. 
Ridurre al minimo ciò che può descrivermi. L'ordine è decisamente diverso dal titolo di questo post.

Mi sento prima di tutto Padre, un padre attento, apprensivo sicuramente, e che vuole un gran bene alla propria bimba. Vorrei vivere la quotidianità con Lei. Sapere quante volte si sveglia in una notte, poterle fare sentire la mia voce quando mi cerca, accompagnarla nei passi della vita ed essere sempre al suo fianco quando mi cercherà ed avrà bisogno di me.

Vorrei che fosse felice, come ogni buon genitore, che avesse la possibilità di vivere la propria vita prendendo in autonomia le proprie decisioni e che avesse modo di sbagliare da sola. Che trovasse sempre in me un punto di riferimento e che, quando dovesse avere bisogno di un consiglio, di un aiuto, di forza, coraggio e amore, venisse a cercarmi.
 
Il mio cruccio è che si senta tradita e sto facendo di tutto affinché abbia modo di capire che si può essere felici anche così. Certamente se dovesse dirmi un giorno che sperava di crescere insieme a Mamma e Papà nella stessa casa, sotto lo stesso tetto, non potrò dirle di essere stato in grado di farlo e questa ferita rimarrà nella sua anima. 

Mi sto impegnando affinché questa ferita sia il meno profonda e lunga possibile e possa trovare nella cicatrice un ricordo positivo e che possa sapere che potrà sempre contare su di me come un padre affidabile, forte e sicuro in qualsiasi momento della sua vita.




Mi sento un Uomo, che con la tenacia e la forza, era riuscito a superare incertezze, paure e insicurezze, che fino ad un certo punto è stato, da un certo punto di vista. 

Evidentemente il percorso di crescita personale non finisce e nuove esperienze mi hanno portato a confrontarmi con certe cose del mio passato che probabilmente non erano del tutto risolte o non messe completamente a fuoco. 

Altre esperienze si sono presentate e alcune non sono state facili da gestire. 

Molte delusioni tutte insieme mi hanno fatto rivedere il mio modo di vedere e vivere alcune cose. Mi hanno portato a non dare nulla per scontato e a pensare che la vita non finisce mai di sorprenderti e che ogni giorno c'è qualcosa su cui si parte da zero e si impara qualcosa di nuovo. 
La fortuna è che si può fare tesoro dell'esperienza che nel tempo abbiamo accumulato e le energie da utilizzare sono minori che nel passato. L'importante è non farci cogliere di sorpresa dalla paura e ricordarsi anche di ciò che di buono abbiamo fatto nel tempo.

Un Runner e molto di più che un Runner. 
La mia nuova 'era' nasce in un periodo molto buio in cui, grazie alla corsa, sono rimasto a galla ed ho ritrovato fiducia nei miei mezzi. Grazie alla corsa ho ritrovato la cura del corpo, le emozioni che lo sport (e solo quello, credo io) può dare anche in una giornata normalissima con un normale allenamento. Ho ancora impresse negli occhi le mie prime uscite, le ripetute, le volte che mi sono detto che potevo correre più a lungo e più veloce, il momento in cui ho deciso di correre la mia prima maratona. 
Ero solo, maledettamente solo e avevo deciso che non importava nulla di quello che mi stava succedendo intorno e che ce l'avrei fatta comunque. Mai avrei immaginato che avrei avuto una caduta ancora più rovinosa che mi avrebbe portato a non avere voglia nemmeno di correre. 

Invece, le amicizie che avevo creato e che non mi hanno mai abbandonato e che mi hanno sempre detto che mi avrebbero aspettato, quelli che mi hanno sostenuto, che ad ogni mio passo di corsa mi scrivevano per dirmi che c'erano e che erano felici di vedere che non stavo mollando, le persone più importanti della mia vita che mi hanno incitato, raccolto da terra e ricordato cosa fosse per me la corsa, le parole della mia bimba "papone voglio che torni forte come prima!", tutto questo mi ha fatto ricordare cosa fosse per me la corsa, mi hanno fatto ricordare le piccole e grandi conquiste, i momenti felici e le risate e mi hanno aiutato a risollevarmi e a tornare a correre, prima di tutto e poi a ricordarmi che io sono fatto per fare sport e quale sia il valore per me al di là del gesto. Un po' come ritrovare un pezzo di me stesso dopo molto tempo, così come era stato già quasi 10 anni fa. Vorrei che questa parte di me non venisse più lasciata lungo il cammino.

Mi piace la definizione di Commesso Viaggiatore, adottata tempo fa quando, proprio nella solitudine avevo imparato a capire che, in fin dei conti, questo è ciò che sono e ciò che è la mia professione. Una persona in perenne viaggio, non solo fisico ma anche metaforico, le cui mete sono temporanee e non esiste un luogo in cui stare ma molti luoghi in cui essere e in cui essere presenti e portare la propria presenza. 
Recuperare quella definizione è stato anche un po' come volere restituire nobiltà alla definizione stessa al di là del lavoro che c'è dietro. Soprattutto in un contesto sociale nel quale è vista come una figura i cui tratti positivi sono molto meno di quelli negativi. Non mi soffermerò su questo ma penso che chi, forzatamente, passa molto tempo della sua giornata solo, a meno che non stia costantemente al telefono, ha molto tempo per esplorare i propri pensieri.

Ho sempre amato la rappresentazione grafica dei propri pensieri. Con discutibili risultati mi piace fotografare, disegnare, costruire e scrivere. Lo faccio a singhiozzo ma la scrittura insieme alla fotografia è una delle arti che riesco a rovinare più sovente. Lo faccio con passione e quando lo faccio mi rendo conto di avere un mio modo di vedere le cose, un mio stile nel raffigurarle, altrettanto discutibile. 
Quasi ogni giorno ho spunti dai miei pensieri che mi piace elaborare ed approfondire - perché commesso viaggiatore, runner - le esperienze che vivo quotidianamente mi fanno provare a dare loro una forma e a dare un significato in modo da trarne il maggiore beneficio - per diventare un papà ed un uomo migliore. 

Sogno di creare qualcosa di mio di molto più concreto che un blog, una profilo su instagram o una infilata di allenamenti e gare corse quasi a caso.
Intanto mi tengo la definizione di blogger che ormai usa un po' chiunque e, se non altro, per anzianità di presenza, posso continuare a darmi.

Non penso che queste definizioni siano esaustive di ciò che mi rappresenta anche perché mi sembra una raffigurazione un po' troppo rosea ma anche questo è ciò che mi ha portato nuovamente a sentirmi vivo e a poter dire che

- corro!

colonna sonora: She will be loved - Maroon5 

Commenti

Post più popolari