non ritorni
Il 14 Ottobre 2015 scrivevo questo:
"Chiediti se ne vale la pena - Se vale la pena aspettarli, comprenderli, capire i loro silenzi. Giustificare i loro comportamenti, i loro allontanamenti. Chiediti fino a che punto sei disposto ad accettare tutto ciò. E non c’entra il bene che vuoi loro. È che tutto ha limite."
Uno dei luoghi comuni più veri è quello che recita: "non si arriva mai a conoscere una persona fino in fondo!".
Dovrebbe essere una cosa positiva, continuare a scoprirsi, conoscersi, sorprendersi. Sarebbe una cosa bellissima continuare a conservare quella curiosità che spesso caratterizza i primi tempi delle relazioni. A volte si vivono quelle fasi di stanchezza in cui non si ha l'energia per farlo.
Se si ha davvero voglia, se si nutre un sentimento sano, vivo, solido, si torna ad avere quella voglia, ci si cerca, ci si parla e, dopo un momento di difficoltà si torna ad avere quella voglia, si scopre qualcosa di nuovo del proprio partner, qualcosa che può avere preso forma nel tempo, di cui non ci siamo forse accorti in una breve fase.
Non è sempre così, a volte ti ritrovi ad avere a che fare con uno sconosciuto, solo nell'insano tentativo di ricreare qualcosa, spaurito, ti rintani in te, pensi di avere sbagliato qualcosa e allora vai alla ricerca di un te che pensi di avere perso. Ti senti in colpa, ti senti distrutto. Hai combinato un gran casino e pensi che sia un punto di non ritorno. Pensi che la cosa migliore sia quella di allontanarti per non portare la tua negatività all'interno della tua famiglia che hai sempre amato e che vuoi tutelare. Tornano a galla cose irrisolte, cerchi una strada, una via, provi a parlarne. Entri in un vortice da cui pensi di poter uscire prima con le tue forze e poi riprendendo a parlare con chi ti sta a fianco praticamente da sempre. La persona che pensavi invecchiasse al tuo fianco.
Il problema d'altra parte eri convinto che fosse solo tuo. Sei tu che te ne sei andato.
Accetti di fare un percorso insieme perché quello che vuoi è solo ritrovare la strada insieme, perché sei convinto che sia stata una pausa, un momento di difficoltà da parte di entrambi e che, finalmente, ora ci sia la volontà a superarlo insieme.
Il tempo passa, anche se alcune cose ancora non sono chiarite e molte sono ancora le cose da dirsi, anche se non andate alla stessa velocità, pensi - o ti illudi - che la strada sia quella per entrambi, che, anche se a fatica, ma si voglia ritrovare insieme la forza e l'energia di quella bella famiglia che siete stati e che ha passato burrasche ben più grandi.
Pensi che sia solo una questione di tempo, di tenersi la mano. E poi c'è una bimba bellissima che è frutto di un grande amore. Tutto andrà per il meglio. Cosa può frenare questa forza? si tratta di mettersi in gioco, siete due adulti e potrete parlarvi. Vi state anche facendo aiutare. Andrà tutto bene.
Invece è tutta un'illusione, è tutto falso. Non esiste più nulla. Da quando te ne sei andato - perché sei tu che te ne sei andato e non conto la ragione e non conta l'intenzione, non conta nulla, non è mai stata fatta una domanda in merito, conta solo che te ne sei andato - nell'arco di poche settimane si è sfaldato tutto.
Quello che pensavi fosse un rapporto solido non esiste più e l'altra persona si è sempre e solo allontanata da te. Tutta una tua illusione, tutto. Per l'altra persona non c'era più nulla, contava solo ricrearsi una vita e farlo senza di te.
E ogni giorno, da quel giorno, si è dedicata solo a quello. Nuove amicizie, nuove relazioni, nuove cose in cui tu non esistevi più. Dimenticato, buttato come uno straccio vecchio in un angolo. La vita va avanti, il passato è passato e non torna più. Tu non ci sei, te ne sei andato e non meriti nulla. Solo bugie, solo silenzi, solo illusioni.
Da allora sono passati mesi e tu hai sempre pensato che fosse solo una questione di tempo. L'unica questione di tempo riguarda quando diventerai uno sconosciuto al cento per cento, quando non conterai più nulla nemmeno nell'educazione di tua figlia, anche se su questo siamo sulla buona strada visto che cose fondamentali non vengono condivise perché tanto non conti nulla. Tu sei quello che deve uscire dalla vita, sei il passato. Via la casa, via le tue cose, via la tua vita, via tua figlia.
Tutto quello che avete voluto insieme, per cui avete lottato insieme, tutto quello che è stato non esiste più. Per te non esiste più nemmeno il prodotto del Vostro amore perché la legge non lo prevede. Tu non hai diritto a stare con tua figlia e ad educarla. Solo il giovedì e due fine settimana al mese a meno che la madre non sia impossibilitata. Ma nessuno vuole privartene.
Intanto non puoi più entrare nella casa che avete scelto, non puoi circondarti dei tuoi ricordi, non puoi tornare a casa e sentire la tua bimba che ti corre incontro e che ti abbraccia, non puoi prevedere una cena con i tuoi amici perché tua figlia la vedi solo di giovedì e quindi la cena la farai solo di giovedì ammesso che non sia stanca la tua bimba, non torni a casa felice dopo una giornata difficile, perché tua figlia la vedrai solo attraverso uno schermo e si lamenterà con te perché è stanca, ha sonno e vuole guardare i cartoni animati e tu non puoi sdraiarti sul divano con lei e prenderla in braccio per farla addormentare addosso a te e poi portarla a letto e raccontarle una fiaba di una bellissima bimba e della sua famiglia, perché tu, in tutto questo, te ne sei andato e non conta nulla.
Tu hai perso la tua famiglia, la tua compagna sta diventando una sconosciuta che ti riserva ormai solo cattive notizie e stai solo immaginando quale sarà la prossima e quale sarà la prossima novità che non ti riguarderà e che saprai solo per sbaglio perché non è la tua vita, perché ha pensato che per te la cosa giusta è ricostruirsi una vita.
Io non volevo ricostruire una vita, una vita ce l'avevo e non ho ancora capito dove ho sbagliato, cosa ho fatto per meritarmi questo.
Una vita la avrò. Ho una figlia che, se anche vedo per un quinto del tempo che vorrei, è pur sempre la cosa più bella e preziosa che mi sia mai capitata e non basterà mai nulla per farmi passare questo senso di colpa ed impotenza per averle causato il dolore più grande che un padre possa causare alla propria figlia: non esserci nel suo quotidiano, quando si sveglia e quando va a dormire, non esserci nelle piccole conquiste, quando fa un disegno più bello, quando impara a scrivere una parola nuova, quando torna felice da scuola, quando inizia a frequentare le sue amiche, quando ogni giorno cresce. Tu non ci sarai se non per una telefonata distratta o in un giorno nella settimana. Tu non ci sarai, inutile che mi raccontino storie.
Sarà in ogni caso una vita monca. Per quanto sereno e felice potrò essere, per quanto potrò ancora gioire non sarà una gioia completa, mancherà sempre qualcosa, mancherà la mia bimba lì, di fianco a me e sua madre non esisterà più e non le interesserà nemmeno più delle piccole conquiste che otterrò, frutto anche di ciò che abbiamo sognato insieme.
Alcune persone hanno paura del peso delle parole. Semplice evitano di ascoltarle. Sono brutte nella loro forza, nella loro verità. Ma è proprio la loro verità a spaventare. Allora evitiamo di usare certe parole ma alla fine stiamo solo evitando la verità. Un addio è un addio anche se non si usa quella parola.
Addio a tutto quello che è stato, a quello che abbiamo costruito, ai ricordi, perché i ricordi sono belli in quanto tali. Perché riguardano un passato che si vuole tenere con sé. Quando lo si vuole cancellare, non è un ricordo, non è niente. Allora addio anche ai ricordi, i più dolci, i più intensi, quelli in cui eravamo noi e presenti, in cui si lottava insieme.
Io non sono in grado, non ci riesco a cancellare qualcosa in cui ho creduto per molti anni, non riesco a non amare una persona, anche se in modo diverso, quando l'ho amata così profondamente ed ho dato tutto per lei, rinunciando anche alla mia dignità. Ma devo arrendermi all'evidenza che non siamo tutti uguali e che la persona più diversa da me è proprio quella che speravo ci fosse sempre nei miei giorni.
Sembra quasi uno scherzo. Abbiamo scherzato. Non esiste più nulla. Mi volto e non c'è più nulla.
Una bimba di 5 anni che amo alla follia e che vedo poco e che posso solo augurarmi che un giorno non mi dica che non ci sono stato e che non è cresciuta con me, che me ne sono andato. Questa sarebbe la più grande delle condanne.
Farò tutto il possibile per rinascere, per essere felice, per sorridere, per vedere nella vita quello che ho sempre visto: felicità ed energia.
Farò tutto ciò che è nelle mie possibilità per continuare ad amare e per ritrovare il sorriso.
Sarà difficile convivere con tutto questo. Sarà difficile ricostruire, ripartire.
So che è ciò che desidero, so cosa significa amare, so cosa significa vivere ed esserne felice, so che esistono guai peggiori nella vita. So che chi sarà al mio fianco in qualche modo avrà a che fare con questi miei fantasmi, so che se non vado oltre non è positivo né sano, so tutto questo e non voglio che il passato si porti via la parte migliore di me ed anzi, vorrei che tutto quello che è accaduto sia per me un motivo per andare oltre, per rinascere.
Lo farò per la mia bimba, per me e per le persone che mi amano cercando di non cadere alla prossima notizia bomba che arriverà e che già intravedo all'orizzonte (perché quando vivi con una persona per molti anni hai imparato a conoscerla in ogni piccolo dettaglio). Per me dovrà essere solo una notizia che non mi riguarda più, che non mi tocca, che va considerata solo nella misura in cui possa toccare la mia bimba e null'altro, perché quello che conta è solo Lei, la mia vita e chi davvero mi ama. Null'altro.
Alcune persone hanno paura del peso delle parole. Semplice evitano di ascoltarle. Sono brutte nella loro forza, nella loro verità. Ma è proprio la loro verità a spaventare. Allora evitiamo di usare certe parole ma alla fine stiamo solo evitando la verità. Un addio è un addio anche se non si usa quella parola.
Addio a tutto quello che è stato, a quello che abbiamo costruito, ai ricordi, perché i ricordi sono belli in quanto tali. Perché riguardano un passato che si vuole tenere con sé. Quando lo si vuole cancellare, non è un ricordo, non è niente. Allora addio anche ai ricordi, i più dolci, i più intensi, quelli in cui eravamo noi e presenti, in cui si lottava insieme.
Io non sono in grado, non ci riesco a cancellare qualcosa in cui ho creduto per molti anni, non riesco a non amare una persona, anche se in modo diverso, quando l'ho amata così profondamente ed ho dato tutto per lei, rinunciando anche alla mia dignità. Ma devo arrendermi all'evidenza che non siamo tutti uguali e che la persona più diversa da me è proprio quella che speravo ci fosse sempre nei miei giorni.
Sembra quasi uno scherzo. Abbiamo scherzato. Non esiste più nulla. Mi volto e non c'è più nulla.
Una bimba di 5 anni che amo alla follia e che vedo poco e che posso solo augurarmi che un giorno non mi dica che non ci sono stato e che non è cresciuta con me, che me ne sono andato. Questa sarebbe la più grande delle condanne.
Farò tutto il possibile per rinascere, per essere felice, per sorridere, per vedere nella vita quello che ho sempre visto: felicità ed energia.
Farò tutto ciò che è nelle mie possibilità per continuare ad amare e per ritrovare il sorriso.
Sarà difficile convivere con tutto questo. Sarà difficile ricostruire, ripartire.
So che è ciò che desidero, so cosa significa amare, so cosa significa vivere ed esserne felice, so che esistono guai peggiori nella vita. So che chi sarà al mio fianco in qualche modo avrà a che fare con questi miei fantasmi, so che se non vado oltre non è positivo né sano, so tutto questo e non voglio che il passato si porti via la parte migliore di me ed anzi, vorrei che tutto quello che è accaduto sia per me un motivo per andare oltre, per rinascere.
Lo farò per la mia bimba, per me e per le persone che mi amano cercando di non cadere alla prossima notizia bomba che arriverà e che già intravedo all'orizzonte (perché quando vivi con una persona per molti anni hai imparato a conoscerla in ogni piccolo dettaglio). Per me dovrà essere solo una notizia che non mi riguarda più, che non mi tocca, che va considerata solo nella misura in cui possa toccare la mia bimba e null'altro, perché quello che conta è solo Lei, la mia vita e chi davvero mi ama. Null'altro.
E ora chiediti se ne vale la pena.
- corro (finalmente)
- corro (finalmente)

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