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...un sabato mattina, mi alzo come sempre prima di tutti.
Sono solo pochi istanti.
Guardo lei, le dò un bacio, la piccola dopo pochi istanti arriva, come se avesse intuito, per una strana magia, che la casa si sta svegliando.

Giochiamo nel letto e lei chiede la colazione. Una bella abitudine che abbiamo introdotto e che ci permette di fermare il mondo fuori per qualche istante. Il sabato mattina è tutto e solo nostro.

Mi alzo, preparo e porto tutto su un grande vassoio. Sorridiamo, giochiamo, ci parliamo, ci coccoliamo.
Le tensioni della settimana svanite. Ci siamo solo noi tre, il nostro mondo e ci prepariamo a trascorrere una giornata di relax.

È questa la felicità? è questa una coppia? Una famiglia?
La mia testa ha solo una grande confusione. Guardare avanti, guardare avanti. 

Il mio avanti era questo, quello che tutte le mattine, quando mi alzo, rivedo e immagino in silenzio, ascoltando i rumori delle casa che non ci sono più, la voce della mia bimba che mi chiama ma che non c'è, le corse per arrivare in tempo ovunque, per fare iniziare una nuova giornata che inevitabilmente finirà e non vedrai l'ora di tornare a casa, da loro, stessi rumori, stessi profumi, ma loro non ci sono.

-corro, pedalo, in avanti, lentamente

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