Pausa caffè

Non capita sempre di potersi permettere una pausa.
Sempre di corsa. Noi sportivi siamo peggio degli atleti veri e in vacanza, anziché concederci una pausa, sfruttiamo le giornate più lunghe e il tempo a disposizione per provare a sentirci dei professionisti.
Quest'anno il mio corpo ha presentato il conto.
Dopo avere preparato (male) la mia ultima Monza-Resegone (che poteva andare peggio ma anche molto meglio se fossi stato più continuo nei mesi invernali) ho dato spazio ad una pausa di quasi 45 giorni. Ho corricchiato poco e lavorato molto. Ho dedicato tempo alla mia famiglia e a ciò che non facevo da tempo (lunghi fine settimana di ozio).
Pensavo bastassero per ripartire più forte che mai in occasione delle vacanze. Invece un inverno intenso ed i molti cambiamenti introdotti in questi mesi (tre cambi di lavoro in famiglia e un'abitazione venduta in attesa di una nuova) hanno avuto influenza superiore alle previsioni.
Risultato: appena mi sono rimesso in movimento la mia schiena, l'anca e la gamba destra hanno ricominciato a farmi zoppicare e una bronchite si è impossessata della mia respirazione.
La prendo come una pausa caffè durante una intensa giornata: tiro il fiato, mi gusto il sapore amaro della bevanda, lascio fluire le tossine e metto da parte la concentrazione in attesa di riprendere ritemprato e pieno di energie.
Pausa caffè prima di poter di nuovo dire...
Corro!

Colonna sonora: Run, baby, run - Sheryl Crow & Eric Clapton

Commenti

  1. Dopo la pausa caffè (purché sia #48, c. con ginseng) si riprende sempre più forte.

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