fine inverno, il crollo fisico
E' sempre accaduto.
Ogni anno di questi tempi mi sono ammalato.
Lo scorso anno è stato particolare. Forse per via della bimba untrice che girava per casa carica di batteri da riporto (dall'asilo), forse perché era la prima volta dopo molto tempo che intensificavo davvero la mia attività fisica, fatto sta che sono stati più d'uno i giorni passati a letto.
Nel corso di quest'inverno non era ancora successo e mi sembrava anche strano. Quasi mi mancava questa parentesi. Si, perché è anche un modo che io utilizzo per rallentare, togliermi dalla mischia e ritornare a guardare le cose con occhi lucidi (lucidi dalla febbre).
Diverse fino ad ora le ragioni per fermarsi (cadute in scooter, cadute in montagna, storte, infortuni) ma mai nulla che mi costringesse a letto.
Detto fatto, dopo l'ultima gara in montagna, dopo avere saputo che parteciperemo alla gara che forse rappresenterà il vertice delle mie prestazioni agonistiche (e di cui parlerò ancora), eccomi con febbre alta, mal di gola, tosse, dolore ai bronchi e debolezza muscolare. Perfetto! La prima settimana di preparazione in vista della gara va così!
Un po' di scoramento, certo, ma anche il segnale giusto della mia necessaria sosta di fine inverno prima di mettersi in pista (è il caso di dirlo) più forte di prima.
Mi sento carico di tutta l'energia positiva possibile che, purtroppo, in questo momento non posso utilizzare.
Un po' in colpa verso il mio compagno di disavventure che ha avuto ed ha il merito di tirarmi in tutte queste imprese, di darmi la carica e la voglia di buttarmici come se avessi 20 anni meno.
Si dirà (chi che non legge nessuno) che parlo come una persona più attempata di quanto sia.
In verità non mi sento tale ma devo ammettere che, frequentando una persona molto più giovane di me, mi rendo conto di quanto siamo diversi nell'affrontare certe esperienze,
Nonostante tutto aspetto fremente di poter tornare a pieno regime. Anche i miei obblighi quotidiani dovrebbero ora permettermi un po' di agio, qualche flessibilità in più ('ancora di più'? si potrebbe dire) e vorrei riuscire davvero a godermi fino in fondo questa esperienza che, sicuramente, porterà fatica e sacrificio (sempre nei limiti di quello che vuol dire un allenamento molto intenso e senza voler dare un peso eccessivo alla cosa) che saranno rincompensati pienamente dall'emozione che potremo vivere.
E allora, malato si, ma pronto!
corro e scio!

Commenti
Posta un commento