Vita da runner

Un tempo sognavo di fare lo sportivo di professione, il calciatore per la precisione.
Giocare tutta la vita sarebbe stato bellissimo.
A volte, ho poi scoperto, non riuscivo a divertirmi nemmeno più con il calcio.
Era diventata un'ossessione quella di primeggiare in campo, di essere il capitano, quello perfetto per allenatore, compagni e il pubblico non pagante.
Ero un ragazzino e non me ne rendevo conto.
Mi hanno sempre preso in giro a casa per come 'vivevo' i pre-partita.
Con il tempo ho imparato anche a capire perché li vivessi così.

Da qualche tempo sono risorto dalle ceneri di non sportivo in cui ero caduto.
Pensavo, anche questa volta, che potessi divertirmi a fare il 'manager arrembante' e che sarebbe stato bellissimo farlo per tutta la vita.
Anche in questo caso ho poi scoperto che non era poi così divertente quello che stavo facendo.
Sono scattati i medesimi meccanismi del ragazzino in cerca di fama da calciatore.

Quando ho (ri)cominciato a correre non ho pensato a nulla se non a correre, riprendermi un po' dello spazio perso per strada e lasciare pensieri e chili di troppo che nel frattempo avevano riempito la mia vita.

Ci vive vicino a me mi sente parlare quasi esclusivamente di corsa, sci, bicicletta e tutte le altre cose che a qualsiasi essere vivente (sedentario) paiono folli.
Io mi sento come quel ragazzino che sognava di giocare tutta la vita ma che nel frattempo ha scoperto che il pre-partita lo si può vivere serenamente e che non e' necessario primeggiare (oltre che essere impossibile).


E' iniziato il mio sesto anno della nuova vita da pochi giorni. Pianifico le prossime gare, le uscite con gli amici e penso a come potrà essere quella maratona che correrò tra pochi giorni.
Il solo pensiero mi fa venire la pelle d'oca per l'emozione. No, non era così quando giocavo a calcio, non e' così la vita da 'manager'.

Forse e' per questo (e per molte altre ragioni) che non mi fermo nemmeno quando sono dolorante e

-corro

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