qui ci vuole Freud
Mannò, non avevo mangiato pesante.
No, non ero nemmeno particolarmente agitato (strano ma vero).
All'improvviso mi compare davanti il mio nuovo 'capo', due leve lunghe di una ragazza molto giovane.
La guardo bene, una mia amica. No, non ci posso credere. E mi cazzia subito. Ok, niente di che ma mi cazzia (perché arrivo tardi ad una riunione e sono ancora profumato di doccia = sei andato a correre e per la corsa arrivi tardi). E vabbeh. Ci sta, avevamo parlato da poco via email delle 'valutazioni annuali' e di come a volte tali valutazioni non rispecchino l'effettivo impegno profuso.
E va bene. Ci sta, dai.
Andiamo in riunione e al tavolo mi ritrovo la fanciulla che mi sopporta tutti i giorni. Lei è la mia responsabile diretta. Io la saluto in modo più affettuoso cercando di capire cosa ci faccia lì. Bene, non è la mia compagna, è solo la mia responsabile e gela il mio sorriso.
Il pensiero a quel punto non può essere che: "o cazzo! ma che succede qui!?!?!?"
Ovviamente intorno al tavolo ci sono solo donne, le conosco tutte. Sono tutte tiratissime e bellissime e a fine riunione ennesimo cazziatone dalla grande capa (sempre la più giovane di tutte e ultratiratissima): "a parte l'essere profumato come una meretrice solo perché sei uscito dalla doccia, come sei conciato? ti sei dimenticato di come ci si presenta in ufficio?". Naturalmente lei, nella vita reale ha sempre sostenuto che non bisogna guardare alle apparenze e che l'abito non fa il monaco....appunto!
La ragazza continua ancora per un po' a darmi suggerimenti su come sarebbe meglio comportarsi in ufficio.
Insomma ogni occasione è buona per riprendermi e sanno tutto di me (non per niente sono le persone con cui parlo della mia vita e sanno nei minimi dettagli i miei lati deboli).
Sembra che anche io abbia un gruppo di persone di cui sono responsabile...di nuovo tutte donne, tutte giovani, tutte conosciute e tutte molto belle.
A questo punto sono curioso di arrivare a casa e vedere se tengo famiglia. Si, vivo con una mia vecchia amica che sta per lasciarmi perché non ci sono mai e sono totalmente assente. Tira fuori tutti gli argomenti di tutte le chiacchierate che abbiamo avuto nella nostra vita come se fossero argomenti tra Lei e me.
Un disastro totale.
Non riesco a stare con nessuna di loro nemmeno un minuto senza essere ripreso per qualcosa.
Mi sveglio abbastanza agitato. Fatico a capire cosa sta succedendo. Guardo nel letto chi c'è sdraiato.
Mi spiace per lei ma non la riconosco subito (è buio e sono agitato), sale l'agitazione.
Per fortuna i miei telefoni sono lì vicino, basta toccarli per illuminare il locale.
Ah, ok, era tutto un sogno...
Mamma mia che spavento.
ok, ok, forse è meglio non parlare più di lavoro con le amiche, va bene! lezione imparata!
Ma Freud che cosa direbbe di tutto questo?
Forse 'pulire la lavagna' come direbbe qualcino, è la cosa più adatta al momento.
-corro (scio e ...pulisco la lavagna)
(colonna sonora: How Does it Feel - Avrile Lavigne)
No, non ero nemmeno particolarmente agitato (strano ma vero).
All'improvviso mi compare davanti il mio nuovo 'capo', due leve lunghe di una ragazza molto giovane.
La guardo bene, una mia amica. No, non ci posso credere. E mi cazzia subito. Ok, niente di che ma mi cazzia (perché arrivo tardi ad una riunione e sono ancora profumato di doccia = sei andato a correre e per la corsa arrivi tardi). E vabbeh. Ci sta, avevamo parlato da poco via email delle 'valutazioni annuali' e di come a volte tali valutazioni non rispecchino l'effettivo impegno profuso.
E va bene. Ci sta, dai.
Andiamo in riunione e al tavolo mi ritrovo la fanciulla che mi sopporta tutti i giorni. Lei è la mia responsabile diretta. Io la saluto in modo più affettuoso cercando di capire cosa ci faccia lì. Bene, non è la mia compagna, è solo la mia responsabile e gela il mio sorriso.
Il pensiero a quel punto non può essere che: "o cazzo! ma che succede qui!?!?!?"
Ovviamente intorno al tavolo ci sono solo donne, le conosco tutte. Sono tutte tiratissime e bellissime e a fine riunione ennesimo cazziatone dalla grande capa (sempre la più giovane di tutte e ultratiratissima): "a parte l'essere profumato come una meretrice solo perché sei uscito dalla doccia, come sei conciato? ti sei dimenticato di come ci si presenta in ufficio?". Naturalmente lei, nella vita reale ha sempre sostenuto che non bisogna guardare alle apparenze e che l'abito non fa il monaco....appunto!La ragazza continua ancora per un po' a darmi suggerimenti su come sarebbe meglio comportarsi in ufficio.
Insomma ogni occasione è buona per riprendermi e sanno tutto di me (non per niente sono le persone con cui parlo della mia vita e sanno nei minimi dettagli i miei lati deboli).
Sembra che anche io abbia un gruppo di persone di cui sono responsabile...di nuovo tutte donne, tutte giovani, tutte conosciute e tutte molto belle.
A questo punto sono curioso di arrivare a casa e vedere se tengo famiglia. Si, vivo con una mia vecchia amica che sta per lasciarmi perché non ci sono mai e sono totalmente assente. Tira fuori tutti gli argomenti di tutte le chiacchierate che abbiamo avuto nella nostra vita come se fossero argomenti tra Lei e me.
Un disastro totale.
Non riesco a stare con nessuna di loro nemmeno un minuto senza essere ripreso per qualcosa.
Mi sveglio abbastanza agitato. Fatico a capire cosa sta succedendo. Guardo nel letto chi c'è sdraiato.
Mi spiace per lei ma non la riconosco subito (è buio e sono agitato), sale l'agitazione.
Per fortuna i miei telefoni sono lì vicino, basta toccarli per illuminare il locale.
Ah, ok, era tutto un sogno...
Mamma mia che spavento.
ok, ok, forse è meglio non parlare più di lavoro con le amiche, va bene! lezione imparata!
Ma Freud che cosa direbbe di tutto questo?
Forse 'pulire la lavagna' come direbbe qualcino, è la cosa più adatta al momento.
-corro (scio e ...pulisco la lavagna)
(colonna sonora: How Does it Feel - Avrile Lavigne)

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