cortina-dobbiaco

Non scrivevo di corse da un po'. Sono stato a Praga dove ho avuto modo di ammirare una città splendida e dove non ho potuto correre al meglio. Gli acciacchi di tanti km percorsi nonostante tutto e la volontà di non mollare mai il mio pezzo d'orto si stanno facendo sentire. Mio malgrado ho modificato il modo di correre, me la godo di più soffro di meno e il cronometro è messo in secondo piano (per ora).
Non volevo perdermi questa esperienza per nulla al mondo e avevo deciso che sarei arrivato anche camminato ma non mi sarei ritirato. Ogni corsa ha per me un significato. Questa volta era l'ultima maratona prima della rivoluzione. All'arrivo mi sono immaginato come vorrei che fosse il prossimo arrivo ma temo che sarà comunque troppo presto per poter tagliare il traguardo come mi piacerebbe. Intanto me lo sono immaginato e sarà divertente vedere se riuscirò e come sarà.
E' un modo diverso di affrontare la competizione rispetto a come l'ho sempre vissuta io ma non posso fare diversamente. anche correre imbottito di antinfiammatori non è nel mio stile se proprio vogliamo dirla tutta.
tra una visita all'osteopata, giorni e giorni di stop forzato siamo arrivati anche a Cortina.
Era la seconda volta che provavamo a correre in questo panorama magnifico. Provavamo, si, perché questa è una delle corse che probabilmente rientrerà nella lunga lista di 'quelle che corro per tradizione'. Ero con il mio fratellone anche lui mezzo acciaccato. Avevamo deciso che avremmo corso con calma e così è stato (nonostante si sia migliorato il personale di 3'...alla faccia di quelli che non guardano il cronometro).
Il cielo ha voluto graziarci dopo averci fatto spaventare con un diluvio pre-gara. Nuvole basse, umidità al 94% e temperatura bassa non lasciavano presagire nulla di buono.
I primi 6km sono stati per me di pura sofferenza. Ho pensato di ritirarmi più e più volte (si nella prima mezz'ora di gara non riuscivo quasi a respirare). Ciccio se n'è accorto, è stato lì, con pazienza a sostenermi a dirmi di non forzare che per recuperare c'è sempre tempo.
E così, passata la crisi, abbiamo corso i nostri 30km insieme, chiacchierando. Mentre correvamo gli ultimi km ogni tanto ci davamo una pacca sulla schiena, ci prendevamo in giro e ci ringraziavamo vicendevolmente per la bella esperienza.
Non è certo una scoperta per me, senza dubbio un'ulteriore conferma di quanto prezioso ed importante possa risultare un gesto così semplice.
-corro

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