18 Giugno 2011 - Emozioni

L'impresa è compiuta. Uno di noi ha scritto questo bellissimo racconto di come viviamo questa gara e di cosa rappresenta per noi la corsa. Quando l'ho letto mi sono emozionato. Forse, purtroppo, non verrà riportato da nessun altra parte. Vale la pena leggerlo...

'Sul Pra di Rat si fa la storia…

La continuazione di questa nostra scherzosa frase purtroppo non è riportabile in queste righe (solo in pochi conosco la poco educata rima successiva) ma è da tre anni che ogni anno ci accompagna alla Monza Resegone, in particolare in questa, per noi fantastica edizione.
Su questa gara, anzi no, su questa esperienza si è già detto e raccontato di tutto; si è parlato di performance, di emozioni, di storia, di quell’ indefinito che ogni hanno ci spinge a presentarci all’ Arengario pronti per vivere 42 km che si tatuano a fuoco nella nostra carne e che riemergono la sera, prima di addormentarci nei nostri ricordi.
Questa volta racconteremo di come tutto ha avuto inizio, del significato che ha per noi, comuni (nel senso buono) podisti che non corrono la gara per vincerla ma per viverla.

“Scommetto che se vi alleno io, voi la fate la Monza Resegone”. Una frase detta quasi per scherzo e con tono di scommessa da Fabrizio, la persona da cui tutto ha avuto inizio in una sera di fine estate. Si per scherzo perché tre anni fa nessuno di noi correva nel vero senso della parola e l’ idea di poter essere protagonisti e non più spettatori di una gara tanto conosciuta, visto che passava sotto le finestre di casa, sembrava fantascienza. Dopo 7 mesi da quella frase, mesi fatti di speranze, preparazione, consigli e allenamenti corriamo la nostra prima Resegone, dove coniamo la famosa frase.
Un po’ più maturi (sportivamente parlando ovviamente) anche quest’anno ci siamo ritrovati a vivere per la terza volta la Monza Resegone. E’ un’ emozione che parte da lontano e che chi l’ha corsa conosce bene. Dal sorteggio alle premiazioni si respira un’ aria magica che si mischia a quella frizzante e profumata d’inizio estate. Non ci sono molte altre competizioni che ti regalano questi momenti. Per me la vera bellezza sta nel fatto che si corre in tre e si condivide una parte delle propria vita con persone importanti dalle quali imparare e con le quali condividere gioie e dolori, fatiche e speranze. La fatica ci toglie le maschere, cambia le regole, ci riporta indietro regalandoci un rapporto più vero con le persone. Quando arrivi in capanna, guardi a fondo e a lungo negli occhi dei tuoi compagni e riesci a vedere in profondità dove non eri mai riuscito ad arrivare. A quel punto non puoi che stringerli in un abbraccio fraterno, vero, liberatorio, saldato da ore, giorni, anni di fatiche e amicizia.

Ritornando all’ edizione 2011, visto che stavo già perdendo il filo del discorso trascinato dai ricordi, posso dire che è stata speciale per tanti motivi.
Oltre le nostre più rosee previsioni (non certo il podio ben inteso) abbiamo migliorato il nostro tempo di ben 32 minuti rispetto all’ edizione 2010 e di ben 53 rispetto all’ edizione del battesimo. Devo confessare un segreto: noi la Resegone l’ abbiamo corsa in sei: quando eravamo stanchi ci sostituivano una bambina di nemmeno un anno con i due suoi fratellini, una bambina che deve nascere fra qualche mese e un vecchietto di 91 anni. Sono stati i nostri cari che con pazienza e sacrificio ci hanno regalato la possibilità di avere per sempre un ricordo speciale.

Concludo quindi ringraziandovi tutti; coloro che mi hanno fatto scoprire questa gara, i miei compagni di avventura, le persone che ci hanno seguito (per tre anni sotto l’ acqua) incitandoci e tutte le persone che hanno condiviso e che condivideranno la passione per questo sport. Come sempre le mente è già all’ edizione 2012 e… sul Prà di Rat si fa la storia…Curiosi eh!!'

corro

Commenti

Posta un commento

Post più popolari