last day of may

sempre stato strano. Da ragazzino, vivendo di fronte ad una chiesa, riuscivo ad essere felice del rumore delle campane che alle nove di sera suonavano per il Rosario, il mese Mariano.
Iniziava la primavera e si contavano i giorni alla fine della scuola.
Quando terminava il mese ero sempre un po' dispiaciuto perché sotto casa non si assiepavano più i ragazzi e la piazza tornava nella sua immobilità.
D'altra parte era anche l'inizio del mese di Giugno. A 16 anni ero già riuscito a convincere i miei che potevo stare in montagna da solo. Così, hai primi del mese, mi trasferivo.
Le prime settimane erano pochi gli amici che ci raggiungevano. Molti rimanevano in città fino.
Già allora io preferivo godermi solitudine (se possibile), frescura e spazi aperti. Pagavo il dazio di essere un ragazzino (nemmeno molto tranquillo), quindi dovevo anche accettare di essere, in qualche modo, tenuto sotto controllo dagli amici di famiglia.
Ho ricordi bellissimi, talmente belli da riuscire ad influenzare ancora oggi il mio approccio ai cambi di stagione.
Ieri sera durante la mia corsa ho realizzato che oggi le campane smetteranno di suonare alle nove di sera, domani si entra nel mese di Giugno.
Questo è l'anno dei cambiamenti e con Giugno ci sarà la prima piccola svolta. Dal continente all'isola e ritorno più e più volte fino ad Agosto. Un assaggio di quello che presumibilmente saranno gli anni a venire.
E non sarò più io il ragazzino da controllare.

corro

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