e se

e se domani non mi presentassi in ufficio, non rispondessi alle email ed alle telefonate?
e se non mi facessi incalzare da tutto questo 'dover fare' che non porta a nulla?

già, perché quando pensi che prima o poi riuscirai a dedicare meno tempo al lavoro ed invece ti rendi conto che ti tolgono una cosa per aggiungerne altre, quando vivi mesi pensando che 'ancora un paio di settimane e poi si respira' e invece non si respira mai. quando arrivi a dimenticarti sistematicamente le TUE cose da fare, quando devi scriverti tutto ma proprio tutto quello che dovresti fare sull'agenda, allora vuol proprio dire che hai imparato il significato di 'misura colma'.

quando poi nei ritagli di tempo che ti rimangono prima di andare a dormire, in attesa di un volo o mentre pranzi (se, di grazia, hai la possibilità di farlo da solo anziché con colleghi che parlano solo di lavoro e ti guardano strano se parli di corse in montagna) riesci a leggere di downshifting, di 'stregati dalla corsa' o di 'sassi tra le nuvole' allora diventa tutto ancora più difficile.

per ora mi devo accontentare di commiserare chi alle 8 di sera ha ancora voglia di parlare di lavoro non appena scende dall'aereo e si attacca al telefono per chiamare chissachi (e chissà quel chissachi quanto è felice di essere chiamato alle 8 di sera per parlare ancora di lavoro), o pensare ai miei amici che corrono senza di me e mi telefonano mentre io sono in giro per ricordarmi che loro ci sono.
mi accontento di sapere che non ho un progetto preciso che mi porti lontano e che senza quel progetto è inutile sognare.

Cicerone diceva che 'Nulla è straordinario per colui che sogna' e se per me è tutto così straordinario vuol dire che ho smesso di sognare?
Più di un anno fa avevo deciso che non mi sarei più fatto travolgere. E' una battaglia impari e porta grandi difficoltà. Continuo a combatterla tenendo viva la voglia di vincerla.

corro (ancora con il pensiero ma ancora per poco)

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