downshifting
Continuo a leggere di downshifting.
Autunno 2009, tardo pomeriggio di una piovosa giornata. Code, traffico e io con mille pensieri rivolti ad un futuro molto incerto.
Per cercare un angolo di pace vado sulla mia radio preferita quando gravito in zona casa e 'appare' la voce di Simone Perotti ascoltato durante un'intervista per l'uscita del suo primo libro da 'downshifter'.
Fa tendenza? non so. So solo che per molto tempo è diventato un tarlo.
Poi un piccolo cambiamento e il 'rat race' ricomincia quasi come prima.
Rimane tuttavia tutto molto diverso.
Mi ritengo un fortunato.
Il lavoro si porta buona parte della nostra vita. Ho un lavoro ben pagato, sono stimato e finalmente c'è fiducia.
Soprattutto riesco a tenere vivi i miei interessi al di fuori delle ore lavorative.
Sento sempre più spesso la frase: 'dovresti fare la mia vita per capire!'. Spiacente, mi tengo volentieri la mia, molto volentieri. Sono un fortunato, forse perchè quando mi accorgo che la mia vita mi sta sfuggendo cerco di fermarmi, guardarmi da fuori ed aggiustare il tiro.
Una carissima amica (di quelle che sembrano uscite dalla publlicità del mulino bianco o da un film americano dal lieto fine) a cui riesce tutto è una convinta sostenitrice del fatto che siamo noi a decidere della nostra vita e dei nostri destini. Ha una volontà di ferro, forse esagerata. E' l'incarnazione vivente delle sue affermazioni.
Non ci credevo, ho cominciato ad ascolarla ed a credere alle sue parole e qualcosa è cambiato.
Mi piace pensare che il mio dowshifting è già iniziato.
corro
Autunno 2009, tardo pomeriggio di una piovosa giornata. Code, traffico e io con mille pensieri rivolti ad un futuro molto incerto.
Per cercare un angolo di pace vado sulla mia radio preferita quando gravito in zona casa e 'appare' la voce di Simone Perotti ascoltato durante un'intervista per l'uscita del suo primo libro da 'downshifter'.
Fa tendenza? non so. So solo che per molto tempo è diventato un tarlo.
Poi un piccolo cambiamento e il 'rat race' ricomincia quasi come prima.
Rimane tuttavia tutto molto diverso.
Mi ritengo un fortunato.
Il lavoro si porta buona parte della nostra vita. Ho un lavoro ben pagato, sono stimato e finalmente c'è fiducia.
Soprattutto riesco a tenere vivi i miei interessi al di fuori delle ore lavorative.
Sento sempre più spesso la frase: 'dovresti fare la mia vita per capire!'. Spiacente, mi tengo volentieri la mia, molto volentieri. Sono un fortunato, forse perchè quando mi accorgo che la mia vita mi sta sfuggendo cerco di fermarmi, guardarmi da fuori ed aggiustare il tiro.
Una carissima amica (di quelle che sembrano uscite dalla publlicità del mulino bianco o da un film americano dal lieto fine) a cui riesce tutto è una convinta sostenitrice del fatto che siamo noi a decidere della nostra vita e dei nostri destini. Ha una volontà di ferro, forse esagerata. E' l'incarnazione vivente delle sue affermazioni.
Non ci credevo, ho cominciato ad ascolarla ed a credere alle sue parole e qualcosa è cambiato.
Mi piace pensare che il mio dowshifting è già iniziato.
corro

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