fotografia, minimalismo, concorrenza

il tempo lasciato dalla corsa in questo periodo mi ha fatto scoprire anche quanto tempo le dedico.
mi sembra di avere mezza giornata in più. forse anche perchè cerco di farmi sommergere meno dal lavoro o forse perchè il lavoro mi sommerge meno dopo l'ondata di inizio anno.

e con questa mezza giornata di tempo cerco di giocare a fare foto ma sono sempre fermo allo stesso punto. non evolvo, non ho l'occhio, non conosco i trucchi e non ho voglia di studiare. penso che sia qualcosa che deve nascere dall'intuito, dalla fantasia e dall'esperimento. ma quanto mi piace la magia dell'immagine. ogni volta che vedo qualcosa, qualunque cosa, di immortalato mi fermo a guardare.
mi piace immaginare come l'autore abbia trovato quel momento da fermare, come abbia intuito quella prospettiva, quel gioco di luci e di riflessi, quello sguardo e cosa ci legga lui nella sua immagine. questo è quello che vorrei imparare: leggere un momento e fermarlo per come lo vedo io.

quel modo di guardare le cose che vorrei rispecchiasse sempre più un modo di 'vedere' le cose.
diversamente da come appare mi piace trovare l'essenza e cercare di ridurre al mimimo ogni cosa.
non ne sono capace ed è un percorso lunghissimo. bello poter esprimersi in pochissime parole e farsi capire, bello non avere bisogno di cose, oggetti per stare bene, bello ridurre, limare, arrivare all'osso.
bella un'immagine con pochi elementi, una casa con pochi oggetti essenziali, poche cose poco tutto.

mi piace provare a pensare quanto diverso potrebbe essere un giorno con poche cose, un lavoro vissuto con uno spirito diverso da quello di 'dover lavorare per arrivare a fine mese' perchè tanto a fine mese ci arrivi comunque perchè quello che guadagni è sin troppo.

ma non sono capace. sono nato e cresciuto in un mondo con convinzioni diverse da cui fatico, malgrado gli sforzi ad estraniarmi, a portarmi all'esterno e a guardarlo con occhi diversi. quando lo faccio vengo quasi preso in giro. ma non è questo che importa. la cosa che importa è che non riesco.
non mi importa poi di avere le mie contraddizioni e di volere poche cose belle, che importa? le contraddizioni devono esistere, forse mi fanno anche comodo. potrebbe essere un primo passo cui potrebbero non seguirne altri. ma un passo potrebbe essere interessante da fare.

e questo passo quali ricadute potrebbe poi avere sulle mie giornate? soprattutto negli ultimi tempi ho sentito troppe volte commenti che ho trovato completamente fuori luogo. esempi? è normale che un collega scriva una mail chiedendo di far notare al cliente che è stato lui a procurare certi dati in modo da far vedere che aveva portato a termine il suo compito e il suo impegno con il cliente? è normale che durante una discussione con un cliente un collega faccia notare che quelle informazioni che il cliente aveva ricevuto da una terza persona in realtà arrivavano da lui? che importanza ha? il collega che ti dice di stare attento come parli con l'altro collega e a quello che dici perchè 'lui usa tutte le informazioni che ha' (?).

dov'è l'essenza in tutto questo? dov'è la necessità di tutto questo? come si puà lavorare e vivere serenamente con questa mentalità? persone che poi quando porti a pranzo ti dicono che loro vorrebbero prendere un casale, lavorare con la moglie e la propria famiglia, aiutare i disabili.

mi verrebbe da domandare se sono sicuri di quello che dicono, se hanno mai davvero pensato a un progetto del genere, se si rendono conto che i cambi radicali in realtà non avvengono mai radicalmente ma sono progetti che prima di tutto nascono nella propria mente e si sviluppano lentamente.

tutto questo mi rende confuso, mi fa perdere l'orientamento. mi fa domandare a me stesso se sono io quello strano o se tutto questo lo vedo ora in questo modo perchè sto facendo il mio percorso.

forse è meglio se me ne torno a correre.
corro (tra qualche giorno).

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