quello che non sono (e non voglio essere)

'gita cliente' nonostante il poco tempo a disposizione ma me lo chiede gentilmente e lui la settimana prossima non può. Ok ma sportivo come ho deciso da qualche tempoa questa parte. Mi rende meno faticoso affrontare il confronto 'venditore di pentole-scienziato'.

per fortuna erano in 4. due persone cordiali e disponibili al confronto, una che incredibilmente ha cambiato repentinamente atteggiamento ed opinione nei confronti dell' a-zia-enda.

la chicca viene con il quarto: classico invitato da cena dei cretini.
l'apertura è delle migliori: io le so queste cose.

continua sparando a zero sul suo capo (presente). accusandolo di superficialità, facendo scadere l'incontro in una discussione di bassa lega in cui il venditore di turno, ovviamente, è l'idiota rubasoldi che non vuole concedere nemmeno un minuto a clienti così poco importanti ('ma questa quando se l'è pensata sto pirla?').

e per tutta la durata della riunione gli intercalari più utilizzati sono stati: 'se non era per me, quando lo facevo io il contratto, io sono stato il primo ad ottenere questo in tutta europa, glielo dico io, sarò anche rompiballe ma quando chiedo ottengo' e via di questo passo.

mi fermo a pranzo per un impegno nella stessa sede subito dopo. i tre declinano (strano, chi lo avrebbe mai detto che lo potessero lasciare solo). lui no (che fortuna che ho!). improvvisamente si fa più docile ed educato (per circostanza). adotto la tecnica da cena dei cretini che mi piace tanto e lo assecondo. 

per una volta pranza in compagnia: si vede da lontanissimo che è  il classico personaggio sempre solo.

provo ad andare oltre l'argomento lavoro.
risultato: mancano meno di due anni alla pensione ('e sono i più duri ma loro non mi vogliono accompagnare' e che è c'è scritto da qualche parte che ti devono pagare per andare in pensione prima? con quei soldi potrebbero mantenere un neo-laureato sicuramente più sveglio per almeno 10 anni!); dopo la pensione finalmente potrà dedicarsi finalmente al suo hobby: 4 anni fa ha fondato una società con altri 3 amici che commercializza materiali per l'isolamento delle costruzioni edili (che fortuna! e io che spreco il mio tempo correndo e stando all'aria aperta, proprio un venditore pirla!) peccato che la figlia dopo la laurea si sia data alla consulenza quando lui aveva pensato di 'piazzarla' (giuro, usa questo termine) nella sua aziendina (chissà cosa potrebbe rispondere la figlia se le si facesse la domanda: vorresti lavorare con papà; cioè chissà quanto sonora riuscirebbe a farla la pernacchia); vorrebbe trasferirsi nel suo paese di origine: in una vallata chiusa del cuneese dove, per fortuna, non è ancora arrivato il turismo (se è chiusa dubito che vi arrivi mai il turismo). scopro poi che è 'originario' nel senso che i suoi genitori sono nati in quella vallata ma si sono trasferiti nella bassa padana nel dopoguerra e mi domando quale malattia possa portare una persona a considerare una terra d'origine quella dove sono nati i propri genitori più di mezzo secolo fa e dove lui non ha mai vissuto (la risposta la temo ma poi, spinto dalla curiosità - o faccia di bronzo, mi lancio e mi dice che è un bel posto che gli manca! ma se non ci sei mai stato come fa a mancarti!?!?!?).

continuo a cercare argomenti buoni per una conversazione. solitamente si riesce facilmente. basta parlare di vacanze, di aria aperta, di montagna. aria fritta e vuoto cosmico funzionano sempre. ai clienti piace confidarsi, parlare con persone nuove, raccontare delle proprie passioni. potrei scrivere per ore o aprire un blog nuovo.

con lui non va bene nulla. la conversazione, se tale la vogliamo definire, latita.
la mia diagnosi, ops, conclusione è che sono di fronte ad un soggetto borderline che spero convincano presto ad andare in pensione. giusto per non ritrovarmelo di nuovo di fronte e dover ridiscutere e sapere che nella sua massima delle aspirazioni c'è di andare in pensione e fare l'imprenditore (e rubare ancora soldi).

no, così no. sopprimetemi prima o costringetemi al limbo del 'piazzista' (nemmeno commesso viaggiatore, troppo poetico),

e per fissare bene in memoria ciò che non voglio mai essere
-corro

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