lettera ad una (s)conosciuta
Cara,
ti ho ascoltato per molti minuti mentre ti lamentavi di cose che ti hanno sconvolto la vita, rovinato salute ed esistenza.
Intanto pensavo a quanto ho ascoltato anche da altri e a quanto io stesso ho raccontato. Anche a te.
Il mondo delle fate e dei maghi non esiste. te ne sei resa conto tuo malgrado. Rimane per te un mondo distante dalla realtà.
La tua prevede solo cuori, stelle e fiori. Non ammette l'errore, la debolezza e il ripensamento.
Per fortuna (?) non sei l'unica a vedere le cose in questo modo. Non sei quindi un'eccezione.
Per fortuna, mi dico, ho occhi diversi.
L'eccezione, trovo, consiste nel sapere accettare la realtà, nel saperla osservare con occhi lucidi e, purtroppo, disincantati.
Non credo che il mio sia pessimismo. Credo, al contrario, che sia un modo di osservare che rende, spesso, più semplice superare difficoltà che possono sembrare insormontabili.
Mi spiace, d'altronde, trovarmi ad ammettere che la miopia e la voglia di non vedere sia così diffusa e che questo atteggiamento mi infastidisca in quanto, per me, sintomo di 'ignoranza'.
Dunque, in bocca al lupo.
Sperando che non accada ancora ma che ogni esperienza, anche la peggiore, possa servire a renderci più umani.
Corro (che aiuta anche a metabolizzare gli eventi peggiori)
ti ho ascoltato per molti minuti mentre ti lamentavi di cose che ti hanno sconvolto la vita, rovinato salute ed esistenza.
Intanto pensavo a quanto ho ascoltato anche da altri e a quanto io stesso ho raccontato. Anche a te.
Il mondo delle fate e dei maghi non esiste. te ne sei resa conto tuo malgrado. Rimane per te un mondo distante dalla realtà.
La tua prevede solo cuori, stelle e fiori. Non ammette l'errore, la debolezza e il ripensamento.
Per fortuna (?) non sei l'unica a vedere le cose in questo modo. Non sei quindi un'eccezione.
Per fortuna, mi dico, ho occhi diversi.
L'eccezione, trovo, consiste nel sapere accettare la realtà, nel saperla osservare con occhi lucidi e, purtroppo, disincantati.
Non credo che il mio sia pessimismo. Credo, al contrario, che sia un modo di osservare che rende, spesso, più semplice superare difficoltà che possono sembrare insormontabili.
Mi spiace, d'altronde, trovarmi ad ammettere che la miopia e la voglia di non vedere sia così diffusa e che questo atteggiamento mi infastidisca in quanto, per me, sintomo di 'ignoranza'.
Dunque, in bocca al lupo.
Sperando che non accada ancora ma che ogni esperienza, anche la peggiore, possa servire a renderci più umani.
Corro (che aiuta anche a metabolizzare gli eventi peggiori)

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