commesso viaggiatore

tutti quei mesi di pausa per riflettere sono stati una manna.
e vedo tutto diverso, tutto distorto.
possibile che si voglia sempre giocare a carte coperte? possibile che si voglia sempre fare lo sgambetto all'avversario? la libera concorrenza vuol dire competizione ad ogni costo?
si può essere concorrenti senza farsi la guerra? senza fare la guerra? oppure farsi la guerra ma in modo onesto e leale?
come può una persona vivere (lavorativamente) negando la lealtà, l'onesta, la chiarezza, cercando sempre il sotterfugio, l'inganno?
come si può mantenere lucidità in un contesto del genere?
eppure il mio lavoro mi piace. ma mi piace per come lo vivo io, per la trasparenza che ci metto, per la volontà di trovare la soluzione che possa risolvere il problema.


un po' come quando ci viene chiesto: 'posso fare qualcosa per lei?'
può voler dire tutto e nulla, dipende da come viene detta, da quello che, oltre alle parole, dice il viso, il corpo, l'intonazione della voce, dal tempo e dal ritmo delle parole.


penso che il garbo, l'educazione, la chiarezza, possano fare molto, moltissimo.
a volte mi sono trovato costretto a fingere educazione e modi gentili. vorrei sempre avere una ragione dentro di me per non dovere fingere e fare della mia professione un'arte come di molte altre.
spesso invece questa professione è vista come quella dei furbi, di quelli 'che guadagano bene', che mettono la cravatta con il nodo largo sopra alla camicia con il colletto ampio, di quelli abbronzati ed ignoranti.


vorrei giocare il mio ruolo senza affanni, senza rincorse all'obiettivo, senza perdere le staffe con i colleghi (e qualcuno che ogni tanto passa sa bene di cosa stia parlando) e vivere il 'ruolo' quasi come in una dimensione lontana nel tempo quando si parlava di 'commessi viaggiatori' appunto. quelli che vivenano lunghe giornate si solitudine viaggiando, appunto, e che in quelle lunghe traferte avevano del tempo da dedicare al pensiero e ad arricchire la conoscenza.

come dire: 'non mi avrete!'
e continua a tornarmi in mente una frase pronunciata da una amica: 'forse non sei fatto per questo mondo'.
come dire: 'd'altra parte ci sono a questo mondo e di qualcosa devo campare. visto che non posso fare l'astronauta almeno provo a mettere un po' del mio stile in ciò che so fare.' :-)

corro. sempre.

Commenti

  1. Addirittura eroe :-)))))

    Beh, grazie. Sappi che il tuo "eroe" dall'ufficio in cui esercita ora non può raggiungere il tuo blog, così come non accede a FB o a Youtube...

    A risentirci!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Ciao! Sono una che segue da tempo il blog di Simone Perotti e oggi per la prima volta ho visto un tuo commento, ho curiosato un pò sul tuo blog e ho visto una tua foto mentre corri con una maglia sponsorizzata da "affari e sport" di villasanta. Mi chiedevo se abiti anche tu lì, visto che sei un corridore provetto e presumibilmente ti alleni al parco ;-)
    Ho letto qualche tuo post di mesi differenti. Indubbiamente dopo aver letto Simone non si è più gli stessi. Quel che ti auguro è di sfruttare al massimo la padronanza che sembri avere di te stesso, la consapevolezza delle tue passioni, di essere diventato "inaffondabile" a seguito della pausa lavorativa.... E di mollare le funi al più presto!
    Ciao!

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  4. Ciao! hai fatto centro su tutti i fronti. corro al parco più spesso di quanto sarebbe possibile. quell'anche mi fa pensare che tu sia della zona. affari&sport rappresenta molto di più di quanto si possa immaginare per me.
    seguo da molto Simone. l'ho scoperto per caso in un'intervista a lifegate. Scoperta 'deleteria' per il momento in cui l'ho fatta. Indubbiamente apre, a chi ha già una predisposizione al pensiero, strade nuove. L'inaffondabilità e la sicurezza forse sono più un modo per trovare stimoli per continuare in un percorso di consapevolezza e padronanza delle mie capacità che altro.

    grazie per essere passata di qui. è un blog molto personale e credo che non dia molti spunti per essere ritenuto interessante. a presto
    stefano

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