barcollo ma non (senza mani)
ebbene, dopo un lungo periodo sabbatico ed essere rimasto a lungo parcheggiato ai box in fremente attesa di poter produrre e lavorare eccoci qui.
il primo aprile è passato da un po'. sono ancora poco produttivo e ancora è il periodo di 'imparare'.
intanto ho scoperto i seguenti pensieri:
- dopo una giornata lavorativa, salendo in auto la giornata successiva mi viene da domandarmi 'ma possibile debba lavorare anche oggi? ho già lavorato ieri!' e, no, non scherzo, no, non sputo sul lavoro. solo non capisco e non sono sicuro che tutto questo lavorare sia necessario.
- noti economisti hanno elaborato teorie sul valore del tempo libero: maggiore è il tempo libero cui si rinuncia, maggiore sarà il valore del tempo dedicato ad altre attività lavorative, più alta la dovuta retribuzione (in termini molto poveri e semplici). non mi risulta che la mia retribuzione, come quella di gran parte delle persone, sia pensata e commisurata alla teoria tanto ragionevole.
postulato - il valore di quello che lascio nella giornata è molto superiore a quello che guadagno non dedicandomi a me stesso, alle mie passioni, ai miei affetti. quello che 'guadagno' in un mese non è nemmeno lontanamente equiparabile al reale valore del tempo che 'regalo ad altro.
- non mi capacito del fatto che passiamo il tempo a rincorrere qualcosa che non è tangibile, non quantificato, non formalizzato, non.
- qualunque sia la mole di lavoro da spostare, il tempo da dedicarvi, non mi è possibile pensare che sia più importante di altro, non assorbirà tutte le mie forze, le mie energie e la mia voglia di continuare ad essere altro.
una definizione delle priorità, una organizzazione della giornata e l'eliminazione del superfluo e del ridondante sono fondamentali per dedicare il giusto tempo a tutto ciò che è necessario svolgere in una giornate e/o si voglia fare.
no, non sono rimbambito. forse lo sono sempre stato.
forse ho avuto un'altra dimostrazione del fatto che la vita per me è fatta di tante cose.
corro (poco, male e nei ritagli di tempo ma corro).
ps risparmio i pensieri su 'gli altri e il lavoro', potrebbero rinchiudermi.
il primo aprile è passato da un po'. sono ancora poco produttivo e ancora è il periodo di 'imparare'.
intanto ho scoperto i seguenti pensieri:
- dopo una giornata lavorativa, salendo in auto la giornata successiva mi viene da domandarmi 'ma possibile debba lavorare anche oggi? ho già lavorato ieri!' e, no, non scherzo, no, non sputo sul lavoro. solo non capisco e non sono sicuro che tutto questo lavorare sia necessario.
- noti economisti hanno elaborato teorie sul valore del tempo libero: maggiore è il tempo libero cui si rinuncia, maggiore sarà il valore del tempo dedicato ad altre attività lavorative, più alta la dovuta retribuzione (in termini molto poveri e semplici). non mi risulta che la mia retribuzione, come quella di gran parte delle persone, sia pensata e commisurata alla teoria tanto ragionevole.
postulato - il valore di quello che lascio nella giornata è molto superiore a quello che guadagno non dedicandomi a me stesso, alle mie passioni, ai miei affetti. quello che 'guadagno' in un mese non è nemmeno lontanamente equiparabile al reale valore del tempo che 'regalo ad altro.
- non mi capacito del fatto che passiamo il tempo a rincorrere qualcosa che non è tangibile, non quantificato, non formalizzato, non.
- qualunque sia la mole di lavoro da spostare, il tempo da dedicarvi, non mi è possibile pensare che sia più importante di altro, non assorbirà tutte le mie forze, le mie energie e la mia voglia di continuare ad essere altro.
una definizione delle priorità, una organizzazione della giornata e l'eliminazione del superfluo e del ridondante sono fondamentali per dedicare il giusto tempo a tutto ciò che è necessario svolgere in una giornate e/o si voglia fare.
no, non sono rimbambito. forse lo sono sempre stato.
forse ho avuto un'altra dimostrazione del fatto che la vita per me è fatta di tante cose.
corro (poco, male e nei ritagli di tempo ma corro).
ps risparmio i pensieri su 'gli altri e il lavoro', potrebbero rinchiudermi.

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