Monza-Resegone_20Giugno2009_ore3.06am
Un'altra esperienza, bellissima, che va ad aggiungersi alla mia personale vita da 'runner'. Questa volta però non da 'runner' ma di appoggio. Una corsa storica che parte da Monza ed arriva sul Resegone: 42.195mt che si sviluppano per 33km su un percorso quasi normale per poi, dopo Caloloziocorte impennarsi per un dislivello di 1000mt(mille!!!) e per finire con 2km in un sentiero impegnativo di montagna e arrivare alla Capanna Milano.
Ne avevo viste molte edizioni da bambino e ne ero sempre rimasto affascinato: vedere partire a sera inoltrata queste squadre di 3 corridori sfrecciare davanti a me e nel centro di Monza ha sempre avuto per me un fascino particolare ma non ero mai riuscito a seguirla.


L'occasione si presenta grazie a Michele ed Andrea, ovvero coloro grazie ai quali ho sistemato i miei acciacchi alle ginocchia alle prime uscite di corsa semplicemente dandomi le scarpe giuste per me e con i quali giorno per giorno ci scambiamo opioni, consigli, pareri da neofiti della corsa (in un mondo dove, come in quasi tutti gli sport, sembrano tutti più bravi di te...fino
a prova contraria!).
Ieri mattina la decisione finale: 'ok, vi seguo in bicicletta. Anzi vi dirò di più vengo su fino al Capanno!'. Detto-Fatto. Partiamo veloci, siamo in 4 biciclette e un'auto di appoggio. I primi km si snodano sulle strade di casa in mezzo ad ali di persone festanti nonostante il cielo cupo. Tutto procede per il meglio, le previsioni davano un leggero miglioramento....invece.....dopo Merate lacrime pesanti dal cielo che ci infreddoliscono e ci inzuppano per oltre 15km. I 'ragazzi' soffrono un po' di freddo; li facciamo coprire, mangiare il giusto e, dopo il bivio per Calco, prendono coraggio; la strada scende e accelerano. Si va, un km dopo l'altro.
Le gambe iniziano a farsi pesanti ma hanno ancora voglia di parlare; si sostengono, si incitano, altre squadre ci superano e vengono superate.
Il primo obiettivo è il ponte sull'Adda a Calolzio. Finalmente ci arriviamo ed è il primo momento di festa: 'ci siamo ragazzi, ci siamo, il peggio è passato (oddio, dopo avere visto quello che ci aspettava dopo non so come abbiano nemmeno potuto pensarlo)'.
La pioggia allenta la presa e la strada comincia a salire...inesorabile.... Altro cambio di abiti. Ci sono ancora gruppi di amici che ci hanno seguito fino a qui in auto (è passata da un pezzo l'1.00am) e affiancano la nostra squadra, ancora urla di sostegno.
Bivio per Erve e la salita si impenna; anche noi in bici cominciamo a faticare, il freddo si fa sentire. Dobbiamo staccarli per andare a mollare le bici e prendere l'ennesimo e ultimo cambio.
Ora si comincia a camminare tutti insieme: la squadra di 3 continua ad avere i suoi 4 supporti. La strada lascia spazio al sentiero largo abbastanza
facile e ripido, ripido....ripido.
Comincia la sofferenza, hanno freddo, le gambe sono blocchi di cemento, sbuffano e stringono i denti.
Ad ogni passo il sentiero si stringe, si fa meno facile e ancora più ripido. I ragazzi nel frattempo, non so come, riprendono coraggio, il passo è meno incerto e salgono come stambecchi. Arriviamo al 40°. Ancora una volta si ha la sensazione che il più sembra passato; Michele continua a chiedere se manca molto e la risposta continua ad essere 'dai che abbiamo passato la metà'...
Alziamo gli occhi e vediamo una fila di piccole luci che segnano il 'Pra de' Rat'-
Affrontiamo la parte più difficile e continuano a salire ad un ritmo che personalmente non mi aspettavo. Superano in continuazione squadre e stanno bene.
Sta per finire il pezzo più impegnativo, cominiciamo a sentire i singhiozzi di Michele che non riesce a trattenere l'emozione.
Mi viene in mente la mia prima maratona: Parigi, 6 aprile 2008 e gli ultimi 2km corsi a perdifiato singhiozzando e lacrimando che non vedevo quasi più nemmeno dove andavo per poi arrivare e scoppiare in un pianto irrefrenabile.
La strada si 'spiana' leggermente mancano pochi minuti...Michele singhiozza e ringrazia tutti è felice come un bambino e si vede.
Siamo tutti felici. Sono le 3.06 am.
Si prendono per mano ed è l'arrivo più bello che abbia visto in 2 anni di corse e corse e ancora corse.
Ci abbracciamo. Facce distutte e felici e un gran freddo. Ci cambiamo e ripartiamo per la discesa e ci accorgiamo che la corsa non finisce al Capanno: ancora due ore di cammino per tornare ad Erve.
Finalmente ci siamo. Casa ci aspetta. Appena metto il piede dentro casa mi avvolge il suo tepore, strana sensazione il 20 di giugno!
Sono le 6.35am. Una doccia calda e coperte.
... mi addormento rivedendo il film trasmesso in questa notte di inizio estate.
Grazie a Michele, Andrea e Bruno.
corro

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