mobilità....e revisione
Mobilità: quella fisica, dello spazio, nel tempo.
Muoversi in uno ambito nuovo, il guardare oltre e ampliare lo sguardo e la conoscenza.
Come riuscire? come trovare ogni giorno nella stessa strada, negli stessi gesti, nelle ripetitività delle cose qualcosa di nuovo? come vedere oltre?
Penso ai ristoratori, ai sarti, ai falegnami ed a tutte quelle professioni che io chiamo 'arti'. Penso agli scrittori, ai pittori ed ai poeti. Come hanno fatto a crescere e formare una propria strada?
La capacità di catturare ogni momento un'immagine, ogni istante un soggetto nuovo. Forse non è tutta lì la capacità di crescere e di vedere realizzato il proprio lavoro; è tuttavia una parte importante.
Osservare, ampliare lo spazio di osservazione e imparare umilmente.
Muovendosi.
Certo, osservare non basta. Quante volte capita di vedere una 'bella idea' e pensare che potrebbe essere così facile realizzarla. E' solo la bella idea poi a distinguere l'opera d'arte, il colpo di genio, da un buono scritto, da una bella fotografia o un piatto ben servito? Lo è la sua individuazione, la capacità di dargli la giusta priorità, di dargli una forma e la sua realizzazione.
Rendere la propria mente flessibile, capace di trasformare un appendiabiti in un capolavoro, in una lampada, in una scultura, in una fotografia.
Dare alla mente la possibilità di spaziare, di muoversi nello spazio e nel tempo, di fare il pieno di nuove immagini, di nuove esperienze, di confrontarsi.
Una strada percorsa milioni di volte potrebbe nascondere mille angoli nuovi domani se fossi in grado di percorrerla con occhi capaci di cambiare l'angolazione dello sguardo e di muoversi nello stesso spazio in modo diverso.
E ancora movimento, mobilità.

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