Milano City Marathon.
Ancora una volta una visuale diversa.
Dopo avere aspettato per due ore i miei connazionali al 25mo migliori della maratona più importante del mondo, a distanza di qualche settimana ed ancora infortunato sono costretto ad aspettare e guaradare.
Per la mia città ed una delle maratone più distrattate sposo la causa e faccio il volontario.
Un'occasione in più per incontrare persone nuove, per provare a vedere da dentro cosa succede in una maratona, per incontrare persone nuove e per vivere il clima della maratona.
Dopo qualche momento di esitazione (dovuto piuttosto al fatto che mi sembrava di tornare ai tempi dell'università ed alle 'sicurity' ai concerti) ho deciso di buttarmi.
Una giornata cominciata all'alba (alle 6.30am ero già in piazza Castello e qualcuno già potrebbe già darmi del folle) e prima scoperta: come si sveglia una Maratona? bello essere lì in piena notte in attesa che arrivino i protagonisti ed intanto conoscere chi passerà la giornata con te.
L'attività di organizzazione (forse potrei dire, in modo più appropriato, disorganizzazione) procede in modo frenetico. Silenziosamente, strano a dirsi, nascono stand gonfiabili, sbucano bandiere e sponsor ovunque, i camion di televisioni e giornali prendono i loro posti, il paesaggio muta e ogni volta che torno alla 'base' dopo un piccolo compito portato a termine c'è sempre più gente e sempre più movimento.
La sensazione è stata quella di vedere un film a velocità doppia fino al momento della partenza.
Da quel momento in avanti, nonostante Milano non sia certo la Maratona per eccellenza, il clima creato dagli atleti, dalle persone fa venire, come sempre, una gran voglia di correre e partecipare.
L'organizzazione continua a non essere delle migliori e mi adopero al meglio per essere utile alla causa. Trovo una attività da fare che tutto sommato mi piace: ho pensato più volte come deve essere stare all'arrivo ad aspettare chi termina una maratona ed essere tra i primi a congratularsi, a premiarlo, a vivere le emozioni di queste persone e il 'caso' vuole che sarò tra le persone che consegneranno le medaglie agli arrivati.
Vedo arrivare proprio tutti, dal primo all'ultimo -passa anche Linus che si lascia baciare ed abbracciare da una mia compagna di disavventura- e su tutti si avverte alla fine una sensazione di grande soddisfazione, anche sul 'podista' che voleva fare meglio...ma che è arrivato.
Per la prima volta mi rendo conto che non è poi così singolare e stupido scoppiare in lacrime per la gioia alla fine di uno sforzo così intenso e prolungato. Qualcuno trasmette a tal punto la propria 'gioia' che verrebbe voglia di abbracciarlo.
Poi due sorprese: arriva un mio caro amico di vecchia data già incontrato a Parigi, Berlino e NY...mi si avvicina con il suo bimbo (bellissimo) sulle spalle. E' appena arrivato, non è il suo miglior tempo, non è la sua prima maratona eppure ci abbracciamo e gioiamo insieme di questo momento; accade un'altra volta con un altro caro amico. Si ferma pochi metri prima della consegna delle medaglie, appare stanco e stravolto, fa un pò di stretching e quando mi riconosce è un altro momento di festa. Anche questo è correre.
E continua così il susseguirsi di persone la cui 'diversità' viene anche dal tempo di gara. Man mano che il tempo passa la 'prestazione' lascia spazio alla 'soddisfazione personale'.
Si arriva in fondo, dopo 6 ore di gara (tempo massimo), arriva anche la 'madrina' della manifestazione -Susanna Messaggio- stravolta ma arriva. Sono le 3.30 passate, il pubblico ha ormai lasciato le postazioni, la maggior parte dei maratoneti è già in viaggio per casa se non già sotto le coperte, il villaggio si svuota. Salgo in auto con i miei pensieri. Si, in fondo è stata un'esperienza piacevole ma la prossima volta...Corro.
Dopo avere aspettato per due ore i miei connazionali al 25mo migliori della maratona più importante del mondo, a distanza di qualche settimana ed ancora infortunato sono costretto ad aspettare e guaradare.
Per la mia città ed una delle maratone più distrattate sposo la causa e faccio il volontario.
Un'occasione in più per incontrare persone nuove, per provare a vedere da dentro cosa succede in una maratona, per incontrare persone nuove e per vivere il clima della maratona.
Dopo qualche momento di esitazione (dovuto piuttosto al fatto che mi sembrava di tornare ai tempi dell'università ed alle 'sicurity' ai concerti) ho deciso di buttarmi.
Una giornata cominciata all'alba (alle 6.30am ero già in piazza Castello e qualcuno già potrebbe già darmi del folle) e prima scoperta: come si sveglia una Maratona? bello essere lì in piena notte in attesa che arrivino i protagonisti ed intanto conoscere chi passerà la giornata con te.
L'attività di organizzazione (forse potrei dire, in modo più appropriato, disorganizzazione) procede in modo frenetico. Silenziosamente, strano a dirsi, nascono stand gonfiabili, sbucano bandiere e sponsor ovunque, i camion di televisioni e giornali prendono i loro posti, il paesaggio muta e ogni volta che torno alla 'base' dopo un piccolo compito portato a termine c'è sempre più gente e sempre più movimento.
La sensazione è stata quella di vedere un film a velocità doppia fino al momento della partenza.
Da quel momento in avanti, nonostante Milano non sia certo la Maratona per eccellenza, il clima creato dagli atleti, dalle persone fa venire, come sempre, una gran voglia di correre e partecipare.
L'organizzazione continua a non essere delle migliori e mi adopero al meglio per essere utile alla causa. Trovo una attività da fare che tutto sommato mi piace: ho pensato più volte come deve essere stare all'arrivo ad aspettare chi termina una maratona ed essere tra i primi a congratularsi, a premiarlo, a vivere le emozioni di queste persone e il 'caso' vuole che sarò tra le persone che consegneranno le medaglie agli arrivati.
Vedo arrivare proprio tutti, dal primo all'ultimo -passa anche Linus che si lascia baciare ed abbracciare da una mia compagna di disavventura- e su tutti si avverte alla fine una sensazione di grande soddisfazione, anche sul 'podista' che voleva fare meglio...ma che è arrivato.
Per la prima volta mi rendo conto che non è poi così singolare e stupido scoppiare in lacrime per la gioia alla fine di uno sforzo così intenso e prolungato. Qualcuno trasmette a tal punto la propria 'gioia' che verrebbe voglia di abbracciarlo.
Poi due sorprese: arriva un mio caro amico di vecchia data già incontrato a Parigi, Berlino e NY...mi si avvicina con il suo bimbo (bellissimo) sulle spalle. E' appena arrivato, non è il suo miglior tempo, non è la sua prima maratona eppure ci abbracciamo e gioiamo insieme di questo momento; accade un'altra volta con un altro caro amico. Si ferma pochi metri prima della consegna delle medaglie, appare stanco e stravolto, fa un pò di stretching e quando mi riconosce è un altro momento di festa. Anche questo è correre.
E continua così il susseguirsi di persone la cui 'diversità' viene anche dal tempo di gara. Man mano che il tempo passa la 'prestazione' lascia spazio alla 'soddisfazione personale'.
Si arriva in fondo, dopo 6 ore di gara (tempo massimo), arriva anche la 'madrina' della manifestazione -Susanna Messaggio- stravolta ma arriva. Sono le 3.30 passate, il pubblico ha ormai lasciato le postazioni, la maggior parte dei maratoneti è già in viaggio per casa se non già sotto le coperte, il villaggio si svuota. Salgo in auto con i miei pensieri. Si, in fondo è stata un'esperienza piacevole ma la prossima volta...Corro.

vecchietto :P (che poi vecchietto mica tanto!!)
RispondiEliminagrazie dell'affetto che dimostri ;)
è importante davvero..
ti stimo molto :)