sempre stretta la camicia

vado, corro come sempre. ci sono 40°C oggi e vento maestrale che secca la gola.
un breve riassunto dei viaggi lunghi, corti, ad ampio medio e corto raggio.

girovago, vedo il mio paese dai finestrini della mia auto, dai finestrini degli aerei e girando a piedi, pardon di corsa.

Finalmente Berlino ci aspetta, finalmente anche NY ci aspetta (da spettatori per ora). Sono tornato da Madrid e corro.
Ed è l'unico momento in cui riesco a fissare i pensieri, la testa sembra improvvisamente riempirsi di tutto quello che ho visto, sentito e provato intanto che non correvo.
Basta nulla, basta fermarsi solo un giorno ed è nuovamente tabula rasa.
Nonostante quello che accade intorno rimane tutto piatto e fermo.
Allontanarsi un giorno, un mese, un anno, un secolo non cambierebbe che poche cose. Il resto immutato.
Avrei sempre voglia di conoscere persone nuove e vedere posti nuovi alla ricerca di uno stimolo in più e diverso da quello di sempre. Allargare l'orizzonte.
Ed ogni volta è una delusione. Sarò io ad essere illuso? Sarà che le belle emozioni sono intorno a noi? sarà che chi ha il pane non ha i denti (come dice una mia 'amica'?),
Perchè continuo a credere che le persone siano il dono più grande che ci sia capitato?
Perchè penso che il mondo sia ancora il posto più bello che ci abbiano dato?
Scoprirlo con pochi o con molti, scoprirlo in pochi andando alla scoperta di molti?
Scoprire ogni angolo possibile correndo, scoprire piccoli posti camminando?
Perchè mi accade spesso di essere 'folgorato' dalle persone e poi scopro di non sortire lo stesso effetto? perchè sono così curioso da non avere mai voglia di fermarmi alle apparenze e sistematicamente dovermi ricredere ed arrabbiarmi per non avere letto prima alcuni segnali evidenti?
Avere voglia di sapere tanto, tutto il possibile e masticarlo a più non posso o masticare lentamente.
La risposta più scontata è quella che ci darà più soddisfazione? e se ci stessimo facendo sfuggire qualcosa giusto dietro l'angolo? e se non fosse la persona giusta quella che ci si para davanti?
Perchè rimanere fermi ad aspettare che qualcosa accada guardando le persone e il mondo che ci circonda? perchè non riuscire a mettere un passo dietro l'altro e girare, andare, guardare, scoprire?
Non ci sarà davvero qualcosa di più che aspetta da qualche parte di essere preso e consumato?
Quel qualcosa che va oltre quello che abbiamo, quel qualcosa che merita di essere vissuto e condiviso con chi cammina con noi.
Corro, fatico, fa caldo, forse era meglio se fossi rimasto a casa.
Berlino è dietro l'angolo, corro.

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