tu chiamale se vuoi (e se puoi)


(titolo come quello del post del 13.12.2007)

Emozioni.


Per ora mi ero limitato a pubblicare le foto della mia prima 'orgogliosissima' MARATONA.

Più d'uno ha commentato queste foto dicendomi che si vede quello che provavo in quel momento.

Si tanta felicità.

Emozioni difficili da riassumere in poche parole (soprattutto per me).

Una notte quasi insonne prima della partenza.

Persone intorno che vivranno la mia stessa esperienza sin dalle prime ore del mattino. Alle 6.30 sono in strada per andare a prendere la metropolitana e raggiungere la partenza. Il freddo (-3C) non aiuta certo ma quasi non lo sento nonostante sia in felpa e pantaloncini corti.
Arrivo all'Arco di Trionfo, migliaia di persone che si scaldano intorno a me. Provo a fare un pò di movimento. Un SMS ad un compagno di università che ho scoperto essere qui come me e che non vedo da anni. Non riusciamo a metterci in contatto e ci auguriamo una buona maratona.

Accendo l'iPod e faccio partire la mia Playlist. Provo a rilassarmi.
Pregara con 93 bpm a riposo contro i miei 46 bpm nella normalità.

Mancano pochi minuti alla partenza la tensione sale, arriva Chicca, riusciamo a vederci nonostante ci sia veramente tantissima gente. L'emozione sale.

Dentro la mia testa si accalcano tutti i pensieri che ho vissuto e ascoltato in questi mesi. Mesi in cui la corsa non è stata solo una corsa, mesi di allenamenti e pensieri. Ho iniziato a correre per trovare un modo per mettere ordine in testa e nel cuore, per trovare un momento tutto mio e superare i momenti difficili.

Poi l'obiettivo maratona che si è sommato agli altri. Tutto funziona ed ora è rimasta solo la maratona da completare e dare coronamento alla realizzazione di quello che fino a pochi mesi fa vedevo come un miraggio.

Arrivare in fondo sarà già un grande risultato. Me lo dico, me lo ripeto ma la mia vocina mi dice che finirla con il tempo che mi sono prefissato sarà una molteplice vittoria per me.

Ecco lo sparo, si parte. Concentrato per non andare oltre le mie tabelle. I battiti salgono a 174 bpm, il primo km passa in un soffio e me ne accorgo solo quando vedo il cronometro.
I battiti non scendono, emozione a mille, un fiume di gente nella strada che quasi non si riesce a correre, gente sul bordo strada a incitarci che quasi non si distinguono i volti.

Sono preoccupato per i miei battiti troppo alti (la media a cui mi sono abituato in allenamento è di 146-153bpm).

Arriva il primo ristoro al 5km e non mi accorgo di nulla. Finalmente i battiti stanno scendendo.
Si continua a correre tutti insieme. Ho al mio fianco il 'pacemaker' che 'batte' il tempo per chi vorrà chiudere in 3hr e 30'.

Tutto procede come previsto, la musica mi scorre nelle orecchie a far lavorare la testa, la strada sotto i piedi, passo il 10km in perfetto orario, alzo le braccia a gioire di questa precisione cronometrica. Mi sento bene ma preferisco iniziare a fare ristoro visto che la bocca è più secca del solito.

Va tutto alla grande, ho solo un pò di freddo alle mani e decido di rimettermi i guanti. Mi sembra così strano correre per le strade di Parigi in mezzo a tutte queste persone e con i miei pensieri. Provo a pensare a come stanno vivendo questa esperienza le persone intorno a me.

Io continuo ad essere emozionato come un bambino e si vede di tutto lungo il percorso, gente che incita, bande di musicisti, ragazzi che suonano i bonghi, gruppi di danza e di capoeira. Anche tra i partecipanti si vedono ancora personaggi stravaganti (un signore sulla 70ntina che corre vestito da cameriere e che porta un vassoio con sopra una scarpa da running è tra i più buffi).

Ad ogni gruppo di sostenitori mi viene naturale applaudire ringraziare. L'iPod si blocca e l'imprevisto mi crea meno problemi di quanto mi aspettassi anche grazie a questo spettacolo che si può godere.

I Km passano, fraziono la gara in parti fino a quando arrivo alla mezza (21,097km). Perfettamente in tempo. Fino a questo punto ho incontrato molti sostenitori ma non lo sguardo di Chicca (che invece si è fatta tutte le tappe in metropolitana!). Il fiume di gente si stringe intorno a noi più che mai in questo tratto. Urlano e ci incitano, rifornimento, ancora un pò d'acqua, il mio tempo è ancora perfettamente in tabella e io gioisco, gioisco davvero per il primo traguardo. Ecco Chicca, urlo per richiamare la sua attenzione ma c'è talmente tanta gente che non mi sente e non mi vede. Da un lato mi spiace perchè non ci siamo visti, dall'altra mi rincuora il fatto di averla trovata proprio a metà strada.

Inizia ad affiorare il solito dolore al 'piriforme' ma è sopportabilissimo e continuo la mia corsa tenendo sotto controllo il dolore ma senza mollare di un centesimo il mio ritmo.

Ad ogni passo mi sento sempre più vicino alla meta, provo a pensare ad una tattica di gara da modificare visto che continuo a stare bene ma decido di aspettare di avere passato il momento che viene difinito da tutti il più critico: il 35esimo km.

Mi sembra quasi incredibile vedere come passano veloci i Km ed ecco il 35esimo ed è ancora tutto come da previsioni, inizia il km più difficile (tutto in leggera salita). Si fa sentire e mi fa abbassare il ritmo. La testa funziona, passano i miei anni sotto le scarpe, passano i ricordi, siamo vicini agli ultimi vissuti.

Decido di vedere come starò al 37esimo per vedere se accelerare. Corro, si entra nel parco (Bois de Bolgogne). Per una pura coincidenza corro sulle stesse strade dove ho corso a settembre insieme ai Vigili del Fuoco che oggi sono presenti in grande rappresentanza (e sostenuti ad ogni km dai loro colleghi in divisa e con le scale aperte sopra la strada ed utilizzate come sostegno agli striscioni). Sarà anche una coincidenza ma è proprio qui che ho iniziato a convincermi della possibilità di poter fare una maratona ed è proprio qui che le cose hanno davvero cominciato a girare nel verso giusto...passa il 38km sale l'emozione, aumentano le persone che ci incitano, sento l'arrivo vicino. Il passo rimane inalterato, non mi decido ad aumentare ma mi convinco definitivamente che arriverò ed anche se da qui in avanti dovessi crollare non sarà un problema.

Il dolore alla coscia è sotto controllo, non vedo l'ora di accelerare, decido di farlo solo dopo l'ultimo rifornimento al 40esimo, corro inizio a gioire dentro di me e il sorriso inizia a prendere forma sul mio viso. Arriva il 39esimo km, lo dedico a me, all'anno passato, a quello che è successo. Riesco a fare una piccola riflessione tutta per me.

Mi sposto sul lato destro del percorso passo sotto lo striscione dei 40 e quasi inconsapevolmente accelero, il ritmo si alza passo dopo passo, è il km del mio prossimo compleanno. Accelero ancora e poi ancora e la gioia si impossessa definitivamente di me.

Una gioia che mi fa venire da piangere, rido, corro, singhiozzo e rido ancora. Accelero ed ho solo voglia di arrivare. Supero centinaia di persone ed ho un passo ed una velocità che non mi aspettavo, non sento fatica, non sento dolori, corro come un pazzo.
Ecco gli ultimi metri, è una vera bolgia di persone. Per la prima volta in vita mia mi sembra di poter provare quello che provano quegli sportivi che tagliano il traguardo dopo mesi di allenamenti e sacrifici. Mi manca quasi il fiato per i singhiozzi ma continuo ad accelerare e finalmente compare il cronometro davanti ai miei occhi.

Lo speaker urla che stanno arrivando i runner entro le 3hr e 30' e io sono tra loro. Alzo le braccia al cielo, gioisco e finalmente arrivo.

E' FATTA!

Un fotografo italiano mi chiede di alzare nuovamente le braccia al cielo, lo ringrazio ed eseguo, mi fa i complimenti.

Non sento nemmeno la necessità di fermarmi a riposare e chiamo subito Chicca, urlo il mio tempo, mi dice che è lì che mi aspetta appena dietro le transenne.

Ci abbracciamo e mi sento felice come non mi aspettavo.

E penso già alla prossima.
Corro.
Corro felice.

Commenti

  1. Ciao mitico,
    oltre che dirti di nuovo che sei un grande e che ammiro davvero il percorso che hai fatto negli ultimi tempi... devo dire che mi stupisco anche io del potere dei blog.
    Mi fa sempre piacere leggere i tuoi commenti, o anche solo immaginare che passi di là.
    Dici che non mi conosci troppo e un pò mi colpisce questa cosa, mi fa riflettere: noi ci siamo conosciuti la sera che Achille ha giocato lo scherzetto a Chicca e di lì a pochi mesi io me ne sono andata. Effettivamente il tempo materiale speso a conoscerci è stato molto limitato e forse pure in un momento molto delicato. Ma mi chiedo: uno chiunque dei miei amici che sta qua e magari mi vede tutti i giorni, mi conosce di più di uno che non mi vede ma legge il mio blog? Forse sono due modi diversi di consocere una persona... Ad ogni modo, sono contenta di questa strana amicizia tra di noi ;)
    Hai trovato una grande determinazione. Questo ti fa onore, soprattutto perchè deriva da una umiltà ritrovata di mettersi in discussione, di ricominciare facendo ordine. Te la meriti tutta la felicità e la soddisfazione! non smettere mai di Correre!!!

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