Michelangelo

'Al rientro voli con Alitalia?'
'No, non so, non credo, in verità devo controllare, mi devo preoccupare?'
'No, perché avrei un favore da chiederti. So che é una cosa un po' strana ma mi farebbe piacere se potessi aiutarmi. Dovrei fare avere una cosa ad una persona a Milano.'
'Certo, figurati, non ci sono problemi. Se mi fai sapere di cosa si tratta mi posso organizzare di conseguenza.'
Comincia con questa conversazione via mail l'ennesima strana avventura. Di quelle che, direbbe una mia amica, capitano solo a me.
Devo andare a Catania per lavoro per una paio di giorni. La persona con cui avviene la conversazione è una mia cliente. Ottimi rapporti facilitano la comunicazione normalmente. La persona è molto giovane e questo di sicuro agevola l'informalità.
Finalmente riesco a raggiungerla telefonicamente, cosa pressoché impossibile nella quotidianità, e riesco a farmi spiegare di cosa si tratta.
Con non poco imbarazzo e nonostante tutto riesce a dirmi che fa parte di un gruppo di persone che si occupa di fare volontariato e di 'recuperare' per strada cani randagi molto conciati. No, non fa parte di una ONLUS perchè, come molti, ritiene che quando il volontariato prende una veste ufficiale si perdano di vista alcuni valori (i principali invero) per dare più importanza alle lotte di potere.
Così il gruppo di persone di cui fa parte semplicemente si autotassa e cerca di salvare il maggior numero di cani randagi finiti per strada oppure di salvare gli stessi da canili 'lagher' e di dare loro una famiglia.
Mi spiega tutta la storia ma ancora fatico a capire. Dopo un altro giro di parole per cercare di superare l'imbarazzo riesce a dirmi che parte del gruppo di volontari si trova a Milano dove le strutture sono molto più efficienti rispetto al sud e dove una casa famiglia (si chiama così davvero!) si occupa di curare i cani raccolti fino a che non viene loro trovata una famiglia.
Da un paio di mesi ha raccolto un meticcio che è stato aggredito da un branco e portato in fin di vita. Il poveretto è anche sordo. Lei lo ha accudito e ora sta bene e non può più stare con lei.
Ecco svelato cosa sia la 'cosa' che dovrò consegnare a Milano.
A dire il vero non sono quel che si dice un amante degli animali. Ho un rapporto difficile con loro, soprattutto con i cani a causa di un aggressione avvenuta quando ero un 'moccioso' e da allora, simpatici ma ognuno al suo posto.
Nonostante questo decido di accettare e di farlo di buon grado. Dopotutto si tratta di una buona azione e di fatto non devo fare nulla di particolare se non 'recuperare' Michelangelo, così si chiama il mio compagno di viaggio, in aeroporto e consegnarlo ad una ragazza che mi aspetta appena fuori dall'aeroporto.
Faccio presente alla 'volontaria' che non essendo un 'amante' degli animali avrò bisogno di assistenza e lei alla risposta appare persino incredula del fatto che possa avere accettato: 'stai scherzando? mi occuperò di tutto io, mi stai già facendo un gran favore e in questo modo sono certa che Michi viaggerà tranquillo ed io con i soldi che risparmierò in questo modo potrò salvare un altro fratellino di Michi!'.
E così eccoci ad uscire dall'ufficio insieme, andare a mangiare una bella 'accartocciata' insieme nel bel mezzo della periferia Catanese ai piedi dell'Etna; poi un giro nella campagna ed in mezzo agli agrumeti di Sicilia per arrivare nella casa 'provvisoria' di Michi. Il ragazzo è un cucciolo vivacissimo e felicissimo di vedere la sua 'mamma'. Non sta fermo un secondo fino al momento in cui siamo costretti ad ingabbiarlo e portarlo in auto fino in aeroporto.
Inizia l'odissea che durerà un paio d'ore: il ragazzo felicissimo tutt'un tratto è come logico spaventatissimo e capisce benissimo che lo stiamo portando lontano da quella che è stata la sua casa negli ultimi due mesi (un sesto della sua vita).
Finalmente ci imbarchiamo, lui finisce in stiva (troppo grande, per fortuna, per stare in cabina). Arriviamo a Milano, tutto fila liscio e riesco a recuperarlo subito. Non sente, non me ne ricordo all'istante e gli parlo per tranquillizzarlo (io che parlo ad un cane? siamo impazziti?!). Lo accarezzo persino e finalmente incontriamo la ragazza che ci aspetta. Gli mettiamo un guinzaglio e lo facciamo uscire dalla gabbia.
Sta basso sull'asfalto nel tentativo di capire dove sia finito....per un attimo, poi sembra capire di essere in buone mani. Un instinto stupefacente e dopo i primi metri fatti in braccio comincia di nuovo a camminare sulle sue zampe verso la sua prossima famiglia.
Tutto buffissimo per me, tutto strano, persino parlarne e scriverne. Ancora una volta mi stupisco di quanta forza abbia la natura e di quanto mi perdo per via della mia 'diffidenza' (forse sarebbe bene chiamarla con il suo nome: paura) per questi esseri viventi di cui i loro amanti parlano così bene e che sembrano davvero in grado di poter dare molto.
Me ne accorgo, lo capisco, penso quasi che mi farebbe piacere tenerlo con me. Chissà cosa mi direbbe la 'sua prima mamma' se mi sentisse dire così.
Tutto sommato credo che le emozioni stiano facendo la loro parte e rendono tutto un po' più forte di come potrebbe essere la realtà. Mi limito a pensare che è stata una bella piacevole esperienza.
Saluto Amelia, saluto Michelangelo gli scatto una foto ricordo e gli auguro di essere più fortunato di quanto sia stato fino ad ora.
Torno al parcheggio, salgo in auto e torno alla mia vita.
Ciao Michelangelo mi hai fatto vivere un'altra strana piacevole avventura.

bello michelangelino! io e gigioman lo desideriamo tanto un cagnuncolo sordo. sono bellini e poi rispondono benissimo al linguaggio dei segni.
RispondiEliminabasta chiedere e vi sarà dato!
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