Conto alla rovescia e ultimo lungo

Ore 9.00 di una normale uggiosa domenica milanese inizia l'ultima fase della preparazione alla mia prima maratona. Si comincia dall'alimentazione: la colazione è fondamentale e bisogna provare quella del giorno di gara per essere certi che non abbia controindicazioni. Un'oretta dopo, mi preparo cercando di indossare l'abbigliamento più adatto alla giornata di oggi; dopo qualche giorno di caldo la temperatura sta tornando ad essere piuttosto bassa, c'è umidità e minaccia pioggia, sigh. Mi sistemo la 'tecnologia' che accompagnerà questo lunghissimo: telefono mobile ed iPod le cui cuffie mi hanno infastidito non poco nella uscita precedente. Seleziono la musica che accompagnerà questa uscita- rigorosamente Jazz. Ore 11.00 e finalmente esco con tutta la preoccupazione che la mia gamba destra continua a darmi e con la possibilità di dover abbandonare questo allenamento molto prima del tempo. La gamba, come previsto duole dal primo all'ultimo km; dal 20-esimo km si aggiunge un dolore alla parte esterna del piede sinistro in prossimità del tallone. Provo a tenere botta e continuo con il mio ritmo. Dopo i primi 50' (che per me sono una delle fasi più difficili) inizio a volare, al 20-esimo (intorno all'ora e trenta) il piede urla vendetta. Mi distraggo con la musica ed i miei pensieri, complemento ad uno di questi miei momenti 'di corsa'. Anche la seconda ora fugge veloce. Dall'inizio della terza ora comincio a credere di poter arrivare in fondo con il mio ritmo. Anche gli integratori fanno la loro parte e, stranamente, non ne sento particolare bisogno. Provo ad allungare un pochino per recuperare le piccole soste 'tecniche' che mi sono concesso durante l'allenamento. Sembra funzionare tutto, salvo la mia gamba destra ed il mio piede sinistro. Stringo i denti, ormai manca poco. Nel precedente allenamento avevo avuto un leggero calo psicologico negli ultimi km, me ne ricordo e allungo ancora un poco. La gamba ormai sta urlando, penso a Parigi, a come saranno gli ultimi km, penso al mio 40-esimo anno d'età, all'obiettivo, se vogliamo anche sciocco, che mi sono posto e mi rendo conto di quanta forza possa avere la mente e di quanto possa prevalere sul corpo. Nonostante il dolore finisco quasi in volata. 3hr 0' 0" e 36,560mt di corsa. Parigi, mi mancano pochi km per essere certo di poter arrivare in fondo.

corro.

Commenti

  1. bravo ciccio!
    lì magari piove pure, ma le tempeste rabbiose di qui non ti avrebbero concesso MAI neppure una corsetta - almeno non a rischio di venire colpito dai tronchi volanti.
    vai ciccio!

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