diario a più mani (sconsigliato ai diabetici)
Ultimamente non sono più così assiduo nel mio appuntamento con questo diario.
Avrei ancora molta voglia di scrivere e vorrei trovare più tempo per farlo.Il tempo per mettere su 'carta' tutti quei pensieri che non riesco mai a fermare e che vorrei leggere e rileggere con calma nel tempo ed ai quali vorrei che, chi passa di qui, desse un proprio contributo. Ritorno ad altri post scritti da altri 'amici' (non vorrei si offendessero definendoli tali) e penso a quello che vorrei io quando scrivo su questo muro: penso che se volessi tenerlo solo per me quello che scrivo probabilmente mi basterebbe il mio pc oppure un quaderno. La realtà è che questo, come molti altri strumenti messi a disposizione da questo macromedia, è vissuto dal sottoscritto come un mezzo di condivisione. So già da ora che passerò per il tuttologo che parla per luoghi comuni ma davvero lo vedo come il modo per esprimere emozioni, sensazioni e pensieri che voglio arrivino a qualcuno e che qualcuno partecipi a questi pensieri.
Ho iniziato a scrivere qui per sfogarmi ma anche per farmi sentire da due orecchie ed un cuore che in quel momento non volevano sentire nulla di me.
Vero, non c'è mai stata una grande condivisione, ma quando è successo sono stato molto contento del fatto che qualcuno mi stava ascoltando in un momento in cui avevo voglia di essere ascoltato.
La pacca sulla spalla non serve a nulla, vero anche questo. Vero anche che, come disse una volta 'manu' non sai mai da che parte schierarti per paura di fare comunque del male a qualcuno.
A me basta sapere che qualcuno è passato ha letto e forse domani nel chiaccherare con me mi chiederà a cosa stavo pensando mentre scrivevo il mio ennesimo post delirante.
Beh, questa voleva essere solo una premessa ed un commento a quanto è stato scritto su 'altri muri'.
I pensieri utlimamente si fermano un po' più a lungo a sedimentare tra la scatola cranica ed il neurone depositato in fondo ad essa.
Il processo di miglioramento che mi sono quasi imposto di cominciare alcuni mesi orsono non ha mai smesso di progredire e come tale è solo e sarà sempre e solo in miglioramento senza avere una meta, un obiettivo preciso che, viceversa, si sposta sempre.
Ho bruciato l'ennesima tappa (no, non un traguardo e non per dire che li brucio ma che il tempo passa e visto che passa per non tornare più ogni tappa viene sorpassata e bruciata, ndr) e mi diverto sempre più a stare con i miei pensieri e con i miei progetti e a cercare di dare loro una forma (a proposito dei post e della loro utilità ci sono molti pensieri che mi hanno fatto riflettere su quanto e cosa è importante raggiungere nel porsi un obiettivo: segreto di pulcinella ed era scritto anche nelle cicche da 5lire? vabbeh io non c'ero ancora arrivato).
Così ci provo con uno spirito diverso con una spinta diversa e, nel percorso ad ostacoli che riesco sempre a costruirmi, scopro che non è proprio tutto oro quel che luccica intorno che che il sottoscritto non è proprio messo così male. I corsi sulla gestione dei conflitti aiutano a comprendere che a volte non sono solo e soltanto 'interni' i conflitti ma sono anche di qualcun altro e che tu ti trovi a respirarli ed a fare i conti con cose che non ti appartengono.
E così a volte la vita è anche un po' più semplice di come me la ero disegnata io e forse così si riesce anche a concludere qualcosa oltre che a pensare ad un progetto e non realizzarlo pensando ai mille ostacoli che troveremo.
Delirio. Ok, ci sono lo completo: qualche mese fa avevo trovato un modo per pensare, per fare prendere aria ai pensieri, alle paure ed alle preoccupazioni; un modo che era diventato anche una via di fuga, un luogo ed un tempo tutto per me che poi non ho più abbandonato e che si è trasformato in un progetto ed in un obiettivo da raggiungere e che sembrava irranggiungibile.
Si, lo so, è da pazzi ma la corsa non è più un momento di fuga da molto e la maratona è un obiettivo dietro l'angolo. Forse non arriverò la prima volta, forse non farò il tempo che vorrei fare ma è finalmente un piccolo grande progetto che porto in fondo. Una piccola cosa, un punto fermo in una vita che ruota senza aspettarti e che volte ti cade addosso senza darti il tempo di prepararti.
Così quando indosso i miei abiti da 'runner' indosso una sensazione che lo scorso anno mi sembrava lontana anni luce da me, irraggiungibile. Una sensazione che non vorrei più perdere di vista e che vorrei tenermi sempre ed eventualmente andare a cercare con il rumore dei miei passi e dei miei respiri affannosi.
corro
Avrei ancora molta voglia di scrivere e vorrei trovare più tempo per farlo.Il tempo per mettere su 'carta' tutti quei pensieri che non riesco mai a fermare e che vorrei leggere e rileggere con calma nel tempo ed ai quali vorrei che, chi passa di qui, desse un proprio contributo. Ritorno ad altri post scritti da altri 'amici' (non vorrei si offendessero definendoli tali) e penso a quello che vorrei io quando scrivo su questo muro: penso che se volessi tenerlo solo per me quello che scrivo probabilmente mi basterebbe il mio pc oppure un quaderno. La realtà è che questo, come molti altri strumenti messi a disposizione da questo macromedia, è vissuto dal sottoscritto come un mezzo di condivisione. So già da ora che passerò per il tuttologo che parla per luoghi comuni ma davvero lo vedo come il modo per esprimere emozioni, sensazioni e pensieri che voglio arrivino a qualcuno e che qualcuno partecipi a questi pensieri.
Ho iniziato a scrivere qui per sfogarmi ma anche per farmi sentire da due orecchie ed un cuore che in quel momento non volevano sentire nulla di me.
Vero, non c'è mai stata una grande condivisione, ma quando è successo sono stato molto contento del fatto che qualcuno mi stava ascoltando in un momento in cui avevo voglia di essere ascoltato.
La pacca sulla spalla non serve a nulla, vero anche questo. Vero anche che, come disse una volta 'manu' non sai mai da che parte schierarti per paura di fare comunque del male a qualcuno.
A me basta sapere che qualcuno è passato ha letto e forse domani nel chiaccherare con me mi chiederà a cosa stavo pensando mentre scrivevo il mio ennesimo post delirante.
Beh, questa voleva essere solo una premessa ed un commento a quanto è stato scritto su 'altri muri'.
I pensieri utlimamente si fermano un po' più a lungo a sedimentare tra la scatola cranica ed il neurone depositato in fondo ad essa.
Il processo di miglioramento che mi sono quasi imposto di cominciare alcuni mesi orsono non ha mai smesso di progredire e come tale è solo e sarà sempre e solo in miglioramento senza avere una meta, un obiettivo preciso che, viceversa, si sposta sempre.
Ho bruciato l'ennesima tappa (no, non un traguardo e non per dire che li brucio ma che il tempo passa e visto che passa per non tornare più ogni tappa viene sorpassata e bruciata, ndr) e mi diverto sempre più a stare con i miei pensieri e con i miei progetti e a cercare di dare loro una forma (a proposito dei post e della loro utilità ci sono molti pensieri che mi hanno fatto riflettere su quanto e cosa è importante raggiungere nel porsi un obiettivo: segreto di pulcinella ed era scritto anche nelle cicche da 5lire? vabbeh io non c'ero ancora arrivato).
Così ci provo con uno spirito diverso con una spinta diversa e, nel percorso ad ostacoli che riesco sempre a costruirmi, scopro che non è proprio tutto oro quel che luccica intorno che che il sottoscritto non è proprio messo così male. I corsi sulla gestione dei conflitti aiutano a comprendere che a volte non sono solo e soltanto 'interni' i conflitti ma sono anche di qualcun altro e che tu ti trovi a respirarli ed a fare i conti con cose che non ti appartengono.
E così a volte la vita è anche un po' più semplice di come me la ero disegnata io e forse così si riesce anche a concludere qualcosa oltre che a pensare ad un progetto e non realizzarlo pensando ai mille ostacoli che troveremo.
Delirio. Ok, ci sono lo completo: qualche mese fa avevo trovato un modo per pensare, per fare prendere aria ai pensieri, alle paure ed alle preoccupazioni; un modo che era diventato anche una via di fuga, un luogo ed un tempo tutto per me che poi non ho più abbandonato e che si è trasformato in un progetto ed in un obiettivo da raggiungere e che sembrava irranggiungibile.
Si, lo so, è da pazzi ma la corsa non è più un momento di fuga da molto e la maratona è un obiettivo dietro l'angolo. Forse non arriverò la prima volta, forse non farò il tempo che vorrei fare ma è finalmente un piccolo grande progetto che porto in fondo. Una piccola cosa, un punto fermo in una vita che ruota senza aspettarti e che volte ti cade addosso senza darti il tempo di prepararti.
Così quando indosso i miei abiti da 'runner' indosso una sensazione che lo scorso anno mi sembrava lontana anni luce da me, irraggiungibile. Una sensazione che non vorrei più perdere di vista e che vorrei tenermi sempre ed eventualmente andare a cercare con il rumore dei miei passi e dei miei respiri affannosi.
corro

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