Parigi arrivo, forse #2

Domenica 21 gennaio Dopo un spuntino leggero post aperitivo sabato sera tranquillo a guardare 'Shrek III'. Stamane un risveglio lento. Colazione a letto, rigorosamente preparata e servita dal sottoscritto (vero Chiccaaaaaaa). Il cielo fuori non promette nulla di buono e il solito grigiore milanese fa venire solo voglia di starsene a letto tutto il giorno in attesa che cali la nebbia. Un'occhio alla temperatura ed al livello di umidità: forse è meglio coprirsi meglio per stare ancora più al caldo sotto al piumone.
Parigi aspetta.
Un rapido calcolo: il 6 aprile è davvero dietro l'angolo...ancora un pò di pigrizia mi tiene attaccato al letto oltre alla degna compagnia di chi non vorrebbe alzarsi mai!
Ok, vinco la pigrizia e finalmente riesco a sgusciare.
h14.22 la comunicazione di servizio. 'Ho un altro lungo lento: 2h 15' arriverò verso le 4 e mezza'.
Parto poco convinto ma poi le gambe fanno il loro dovere e io mi sento come sempre pieno di voglia di correre, di stare solo a pensare. Ho quasi fatto una lista di cose a cui vorrei pensare oggi.
Trascorrono i primi 45' con un ritmo ottimo, il cuore tiene a sua volta la sua cadenza, i respiri sono, come sempre rapidi ma sotto controllo e il freddo non si fa quasi più sentire. Solo un pensiero mi preoccupa: inizio a fare il conto alla rovescia.
Si supera l'ora e il ritmo aumenta: 4' 40" al km. Il cuore viaggia a 160 battiti al minuto, mi sento bene e ho la sensazione di avere superato la soglia critica quando supero, allo stesso ritmo, l'ora e trenta. Viaggio verso l'1h45' la nebbia è ormai scesa e la visibilità è di pochi metri. Nel parco incontro poche persone e nessun compagno di corse. Inizio a sentire freddo alle mani (molto strano per me), dopo qualche minuto il ritmo scende a 5'20" al km. Il cuore continua a batter tranquillo, gli atti respiratori sono perfetti, meglio che all'inizio ma le gambe si appesantiscono passo dopo passo.
Siamo alle 2h05' la meta è vicina, ho percorso 25km ad un ritmo tutto sommato nelle previsioni ma la fame aumenta e inizio ad immaginare un bel piatto di pasta fumante, lo stomaco si lamenta e il corpo grida che vuole carboidrati.
La fanciulla aveva fatto male i conti e mi telefona per sapere se sono ancora vivo (il telefono è sempre con me quando vado a correre a maggior ragione quando mi addentro nella nebbia del parco). Decido di rispondere e rassicurarla: sono ancora vivo e ne approfitto per commissionare pane caldo, beverone energetico e frutta a volontà....
Ormai sono arrivato ma fatico davvero a mettere un passo davanti all'altro, cosa mai successa in tutta la mia vita di 'corridore'.
Finalmente casa: quasi demoralizzato per la 'parte finale della prestazione' mi rendo conto che la lista di cose a cui pensare è quasi rimasta una lista...mi accorgo che tutto quello che avevo letto e sentito è vero: correre così a lungo richiede cura per i dettagli, per l'alimentazione e tanta concentrazione.
In fin dei conti ho anche corso 27km. Forse non arriverò al traguardo, forse non arriverò con il tempo che pensavo ma ho imparato qualcosa di nuovo. Cosa? credo che si possa capire dopo 27km di corsa!
corro

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