home office
Eppure la pausa è stata lunga e ho avuto modo e tempo di recuperare le energie, di ridare ad ogni cosa il giusto peso, di ridare le giuste dimensioni e priorità agli eventi. Eppure, nonostante tutto, dopo una giornata di ufficio, sento già la necessità di rientrare nel mio mondo, nel mio guscio e riprendo il controllo. A dire il vero è una sensazione piuttosto strana quella di dovermi allontanare da un luogo per sentirmi padrone della situazione; d’altra parte mi fa pensare che l’evoluzione che sta avendo mi porta ad un allontanamento progressivo da una realtà cui sento di appartenere sempre meno.
Inizialmente mi sembrava molto diversa e forse lo era. Tutto quello che è accaduto in questi anni, le evoluzioni, le involuzioni, i rapporti con le persone ma anche una consapevolezza maggiore della realtà che mi ha circondata in tutti questi anni mi ha portato a riflettere e ad avere una visione diversa. Al punto da arrivare a rendermi conto che è tutto così talmente lontano da me che ho quasi paura di essere stato contaminato.
A dire il vero la paura maggiore è che mi abbia contaminato: nel carattere, nella mentalità, nel modo di essere. Vero è anche che vorrei essere talmente forte da poter influire e non essere influenzato, da poter cambiare le regole del gioco e non essere io a sottostare. In questi anni ho anche imparato che non sono poi così forte e che per poter imporre il proprio gioco è necessario essere sul tavolo giusto con le carte giuste e le fiches da mettere sul piatto. Tutto questo non è successo nonostante i ripetuti tentativi ed ora con un po’ di delusione ed un po’ di disilussione mi gioco la mia partita.
La gioco cercando di tenermi al di fuori dei bluff.
Da molto vorrei cambiare, cercare un mondo diverso con cui misurarmi, trovare un luogo in cui rimettermi in gioco, mettere a disposizione tutte le energie e l’entusiasmo di cui naturalmente ho sempre potuto godere.
Anche per questo mi tengo al di fuori, per trovare il tempo ed il modo per scavare e andare a cercare quelle che ho sempre ritenuto fossero le mie doti migliori.
Intanto imparo: imparo che non è troppo tardi per imparare, imparo a capire quali sono i miei peggior difetti, imparo a tenere a bada il mio istinto, imparo ad osservare ed ascoltare gli altri e faccio tesoro di tutto quello che vedo e che mi circonda per portarlo con me e trovare il modo migliore per utilizzarlo.
Un po’ di paranoia? Ma a me in fondo piace così. Piace pensare fare l’equilibrista sui pensieri, dare loro una forma, una spiegazione, un collegamento e non farli cadere nel vuoto. Arrivano e li tengo in bilico con me e, quando è il loro momento, trovano una strada ed una collocazione.
E la corsa, la corsa è il modo per renderli dinamici, per farli spostare per cercare di dare loro un ordine. Ovvero ho scoperto che la corsa è il mezzo per farli muovere e mi piace vederne gli spostamenti mentre sono solo con me stesso.
Sono le 19.17, una giornata di ‘isolamento’ che mi ha ritemprato, tanti pensieri da inserire nel puzzle stasera. E’ ora di mettere le scarpe ed andare:
CL 1h00’ e AL 5x100.
Corro.
Inizialmente mi sembrava molto diversa e forse lo era. Tutto quello che è accaduto in questi anni, le evoluzioni, le involuzioni, i rapporti con le persone ma anche una consapevolezza maggiore della realtà che mi ha circondata in tutti questi anni mi ha portato a riflettere e ad avere una visione diversa. Al punto da arrivare a rendermi conto che è tutto così talmente lontano da me che ho quasi paura di essere stato contaminato.
A dire il vero la paura maggiore è che mi abbia contaminato: nel carattere, nella mentalità, nel modo di essere. Vero è anche che vorrei essere talmente forte da poter influire e non essere influenzato, da poter cambiare le regole del gioco e non essere io a sottostare. In questi anni ho anche imparato che non sono poi così forte e che per poter imporre il proprio gioco è necessario essere sul tavolo giusto con le carte giuste e le fiches da mettere sul piatto. Tutto questo non è successo nonostante i ripetuti tentativi ed ora con un po’ di delusione ed un po’ di disilussione mi gioco la mia partita.
La gioco cercando di tenermi al di fuori dei bluff.
Da molto vorrei cambiare, cercare un mondo diverso con cui misurarmi, trovare un luogo in cui rimettermi in gioco, mettere a disposizione tutte le energie e l’entusiasmo di cui naturalmente ho sempre potuto godere.
Anche per questo mi tengo al di fuori, per trovare il tempo ed il modo per scavare e andare a cercare quelle che ho sempre ritenuto fossero le mie doti migliori.
Intanto imparo: imparo che non è troppo tardi per imparare, imparo a capire quali sono i miei peggior difetti, imparo a tenere a bada il mio istinto, imparo ad osservare ed ascoltare gli altri e faccio tesoro di tutto quello che vedo e che mi circonda per portarlo con me e trovare il modo migliore per utilizzarlo.
Un po’ di paranoia? Ma a me in fondo piace così. Piace pensare fare l’equilibrista sui pensieri, dare loro una forma, una spiegazione, un collegamento e non farli cadere nel vuoto. Arrivano e li tengo in bilico con me e, quando è il loro momento, trovano una strada ed una collocazione.
E la corsa, la corsa è il modo per renderli dinamici, per farli spostare per cercare di dare loro un ordine. Ovvero ho scoperto che la corsa è il mezzo per farli muovere e mi piace vederne gli spostamenti mentre sono solo con me stesso.
Sono le 19.17, una giornata di ‘isolamento’ che mi ha ritemprato, tanti pensieri da inserire nel puzzle stasera. E’ ora di mettere le scarpe ed andare:
CL 1h00’ e AL 5x100.
Corro.

MARATONA!!!!!!!
RispondiEliminaMARATONA!!!!!!!
MARATONA!!!!!!!
MARATONA!!!!!!!
MARATONA!!!!!!!
MARATONA!!!!!!!
:D SMACK :D