un altro regalo dalla mia sorellina

la mia sorellina. Umberto per me e mio fratello quando eravamo dei piccoli casinisti.
Abbiamo scoperto di andare d'accordo solo pochi anni fa.
Quando siamo solo lei ed io riusciamo a parlare entrambi senza sovrapporci e ad ascoltarci. Per chi ci conosce sembra una cosa impossibile.
E' stata capace di starmi vicino nei momenti più critici e di dire poche parole ma sembre ben assestate. Fosse sempre così brava a trovare la sintesi potrebbe quasi esseree perfetta (per 'ciccett': ho detto quasi!).
Qualche settimana fa mi ha regalato questa:

Sotto un abbietto salice
non ti affliggere più, innamorato:
segua al pensiero rapida l'azione.
A che serve pensare?

La tua incessante prostrazione
mostra quanto sei freddo;
àlzati, su, e ripiegala tua mappa della desolazione

I rintocchi che scorrono sui prati
da quella fosca guglia
suonan per queste ombre senza amore
che all'amore non servono.

Ciò che è vivo può amare: perché ancora
piegarsi alla sconfitta
con le braccia incrociate?
Attacca, e vincerai.

Stormi d'anatre in volo sul tuo capo,
e sanno dove andare,
freddi ruscelli in corsa ai tuoi piedi,
e vanno al loro oceano.

Cupa e opaca è la tua costernazione:
cammina, dunque, vieni,
non più così tarpato
in preda alla tua soddisfazione
(/Sotto un abbietto salice/, W.H. Auden. Trad. Gilberto Forti)

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