Fallimenti-Successi

Riprendo un paio di commenti ad un precedente post. E' un argomento tra quelli che più tormentano il mio neurone: il lavoro, la sua importanza, la priorità nella vita, se e quanto è realmente importante, quanto influenza la nostra vita e via con tutte queste belle menate. Stamane ho trovato un bell'aforisma da ‘Chiave a Stella’ di Primo Levi: <<>>.

Abbastanza azzeccato se penso alla mia interpretazione del lavoro -non è tutto ma fa occupa almeno iò 30% della nostra vita adulta- e se unisco questo al fatto che ho sempre pensato che per poter vivere bene questa parte della nostra vita sarebbe utile potersi occupare di coltivare le proprie passioni e trasformarle nella propria professione, si spiega anche molta della delusione che ultimamente esprimo.

Il fatto che in questo momento della mia vita non stia facendo esattamente qualcosa che mi porti as saltare dal letto e correre mi lascia pensare che potrei fare di meglio.
Tendo ad escludere di parlare di 'fallimento' che invece associo a qualcosa di molto più negativo rispetto al mio vissuto. Così come escluderei il 'fallimento' per Ciccett'.

Molto dipende da come ci rapportiamo alle altre esperienze e da quali occhi utilizziamo per guardare intorno a noi.

Credo che, come diceva Manu, molto dipenda da noi e da quello che vogliamo e dal coraggio di ottenerlo. Forse, proprio grazie ad una presunta maggior maturità, posso pensare di essere nelle condizioni ideali per cercare una strada tutta mia più vicina rispetto ai miei 'progetti di adolescente' e ai miei sogni. L'importante è riuscire a mettere sempre a fuoco l'obiettivo e la strada che ci porta verso questi sogni.

Corro.

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