silenzio in casa

Eccomi qui, seduto davanti al pc a fare il resoconto della mia giornata. Casa vuota ma non di quel vuoto fatto di echi, fantasmi e paura di essere solo. Non più quello.
La mia birra, io e i miei pensieri che scorrono. La mia mente a 'testare' come sto e a verificare che 'sto da Re!'; metafora del ciclista: come quando da ragazzini si spingeva come pazzi sui pedali nella discesa più ripida per superare tutto ciò che ci sembrava più veloce; come quando da ragazzini non era nulla una sbucciatura in più sul ginocchio, l'importante era andare a vedere cosa c'era in cima all'albero, come quando da ragazzini chissene importava se ti sgridavano, intanto ti eri divertito. Finalmente un cielo sereno e il sole alto. Finalmente perchè non so se ce l'avrei fatta. Ho sempre confidato sulla mia forza, sul mio ottimismo latente. Tutto gira, tutto o quasi e non tutto può girare alla perfezione.

Mi sono iscritto alla 'MezzadiMonza' purtroppo non potrò partecipare. In compenso sarò a Parigi quattro giorni quattro. Mi sono iscritto alla 'deejayten' e ho voglia di correrla perchè è da lì che mi sono svegliato dal 'torpore'. Sciocco, vero ma grazie a Linus (non a caso nato esattamente 10 anni prima di me e di cui mi fa ridere ascoltare alcune 'manie' che tanto somigliano alle mie!) e Nicola, alle loro chiaccherate mattutine e agli interminabili viaggi in auto ho riscoperto la corsa, le gare e un modo per risvegliare i sensi. Ed è lì che voglio chiudere 'virtualmente' l'anno ed è lì che vorrei tornare con un appuntamento fisso.

La voglia di girare e guardare il mondo vicino e lontano è tornata; Parigi, Barcellona, Londra, Dusseldorf per stare con chi riempie la mia vita e altro ancora.

Vita piena, amicizie ritrovate. Un abbraccio forte al mio amico di sempre che mi sembra sia via da un'eternità e che per un pò vedrò poco. Amicizie nuove da mantenere e coltivare.

In tutto questo ancora un baco, un obiettivo da fissare e raggiungere. Ho scoperto che, se nulla di 'superiore' interviene, tutto è possibile. Bella scoperta! si potrà obiettare; beh, non me ne ricordavo, mettiamola così.

Sinusoide in fase positiva?

Commenti

  1. Questo piede non mi dà altro
    che guai. Il tallone,
    l'arco, la caviglia… v'assicuro
    che mi fa male quando cammino. Ma
    sono soprattutto queste dita
    che mi preoccupano. Queste
    "articolazioni terminali" come sono
    altrimenti note. Com'è vero!
    Per loro non c'è più il piacere
    di tuffarsi a capofitto
    in un bagno caldo o
    in un calzino di cashmere. Calzini di cashmere
    o niente calzini, pantofole, scarpe o cerotti
    Ace, ormai è tutto uguale
    per queste stupide dita.
    Hanno perfino un aspetto assente
    e depresso, come se
    qualcuno le avesse imbottite
    di torazina. Se ne stanno lì rannicchiate,
    mute e attonite… oggetti
    scialbi e senza vita. Ma che diavolo succede?
    Che razza di dita sono queste
    che non gliene frega più niente di niente?
    Ma sono ancora le mie
    dita? Si sono forse scordate
    i vecchi tempi, che cosa voleva dire
    esser vive allora? Sempre in prima
    fila, sempre le prime a scendere sulla pista da ballo
    appena attaccava la musica.
    Le prime a saltellare.
    E adesso, guardatele. Anzi, no.
    Non vorrete certo guardarle,
    'ste lumache. E' solo a prezzo di dolore
    e con difficoltà che riescono a rievocare
    i tempi d'una volta, i tempi d'oro.
    Forse, quel che vogliono in realtà
    è tagliare tutti i collegamenti
    con la vita di una volta, ricominciare,
    darsi alla clandestinità, vivere da sole
    in una casa di riposo principesca
    da qualche parte della valle di Yakima.
    Eppure c'era un tempo
    che si tendevano
    per il desiderio,
    che veramente bastava la minima provocazione
    per farle inarcare
    di piacere.
    Sfiorare con la mano
    una gonna di seta, per esempio.
    Una bella voce, un tocco
    sulla nuca, addirittura
    uno sguardo di sfuggita. Qualsiasi cosa!
    Il rumore di occhielli
    sganciati, di corsetti
    sbottonati, di vestiti lasciati cadere
    sul parquet freddo.
    (Le dita del piede, Raymond Carver)

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  2. Prima o poi arrivano sempre i momenti belli, dopo la pioggia arriva sempre l'arcobaleno...è una frase scontata ma è la verità.
    L'importante è riuscire a mantenere quell'arcobaleno che ci colori tutta la vita!

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  3. Putroppo i "bachi" sono difficili da eliminare...rimangono sempre in agguato...e quando pensi di aver eliminato l'ultimo, et voilà eccone un altro...buona fortuna

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  4. per fortuna, ginette, ci sono i bachi che si presentano a ricordarci che non è così scontata la felicità e che il nostro 'contributo' è fondamentale per continuare a vederla in mezzo alle righe della nostra vita. ;-)

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