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Gente che si incontra, grande animosità, risate, allegria, tutti a ballare insieme, una birra tira l'altra. si parla di 'business', di donne, di motori, di calcio (in un ambiente quasi esclusivamente maschile di cosa vuoi parlare?)...tutti a divertirsi...

...la domanda che sorge in me: 'ma si divertono?'

Mi guardo intorno, osservo gli sguardi e mi domando come si sentano, a cosa pensano queste persone, cosa vedono i loro occhi, se sentono la mancanza di un ambiente familiare.

Certo sono solo pochi giorni e personalmente non ho mai sofferto questo senso di lontananza per poco tempo. Soffro molto di più il fatto di non poter essere spontaneo, di dover controllare ogni cosa: parole, atteggiamenti, abbigliamento..tutto ciò che potrebbe essere sottoposto a giudizio e classificarti. Mi sta stretta questa maglietta ma non penso di poter fare molto se non stare ad osservare e provare a trovare anche in tutto questo un lato 'piacevole'...l'aspetto positivo, il famoso bicchiere mezzo pieno.

Scopro ogni volta quanta fatica mi costi riuscire a comprendere lo stato d'animo delle persone semplicemente guardandole. Mi sembra di vedere davanti a me tanti soldatini, sguardi vuoti e 'movimenti' inutili. A cosa serve tutto questo dispendio di energie? Non sarebbe meglio dichiarare il reale senso di tutto questo? Anzichè parlare di 'teambuilding' perchè non dire: ragazzi vi mettiamo tutti insieme in modo che vi possiate conoscere e sapere a chi fare riferimento in caso di necessità. Cercate di dare un senso alle giornate che spenderemo insieme cercando di ottenere il massimo. Sappiate che siete qui per lavoro e non per piacere!' Non sarebbe più semplice?

Dunque, provo a dirlo a me stesso. Mi do un personale obiettivo, provo a perseguirlo ricordandomi che sono qui per lavorare prima di ogni altra cosa e che il senso di tutto questo è di tornare a casa con un risultato.

Cosa vorrei? tornare a casa con la mente 'pulita' (e per ora mi sta risultando difficile, vista l'alternanza dei momenti), con il mio lato migliore da donare, riuscire a ricreare in me la fiducia che ho avuto nei miei momenti migliori: costruttivo, positivo, innovativo, felice di essere in questo mondo, pieno di entusiasmo ed energia...questo è quello che penso di avere in dote e che sto lentamente lasciando per strada.

Non voglio più avere quella sensazione di nervosismo che mi sta accompagnando da un pò di tempo a questa parte. Mi sento sempre sulle spine e anche gli altri lo notano (e forse mi da ancora più fastidio per questo). Vorrei riuscire a non fare più la domanda sbagliata, l'esternazione dettata solo dall'emotività...migliorare ed adattarmi anche all'ambiente, anche quello che non mi piace.

Miglioramento, soprattutto questo. Quell'obiettivo che mi sono dato e a cui anelo da tempo e che richiede molto più tempo di quanto pensassi o mi aspettassi...con tanti passi avanti e troppe ricadute fino ad ora.


Continuo a dirmi che deve essere sempre l'ultima volta e poi ricapita...non sono certo che questo 'processo' di prova ed errore possa essere migliorabile e porti ad una definitiva soluzione..ciò che mi convince più di tutto è la volontà con cui proseguo... provo a fare mente locale sui momenti di lucidità e a ricordarmene per i momenti peggiori....


..la ricerca della felicità...

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