Sono diversi giorni che non aggiorno il blog ma nel frattempo ho trovato un metodo per fissare i pensieri e poi dedicare del tempo alla loro elaborazione.
Sono sempre più convinto che questo ‘esercizio’, oltrechè piacermi, stia divenando utile.
Non so se e quanto durerà questa mia nuova ‘passione’, l’importante è che ci sia ora, in questa fase così delicata della mia vita.
Sono sempre stato una persona loquace (per non dire logorroica) ma ho sempre scritto poco per me stesso. Alle volte mi sembra che la mia mente non abbia pensieri o ne abbia solo di negativi, distruttivi...Il blog mi sta aiutando a cogliere anche questa mia parte.
Alle volte parto con un pensiero già elaborato e, nello scrivere, la testa ricomincia ad elaborare lo stesso pensiero a cui poi le mie dita danno una forma diversa.
In questi giorni mi sono munito di un bel taccuino sul quale provo a fissare le cose che mi passano per la testa a cui alle volte non riesco a dedicare il giusto tempo; alle volte prendo un appunto su quello che mi succede intorno, su quello che dicono gli altri e mi diverto a rileggere poi queste parole buttate a caso e a provare a rileggere il mio pensiero.
Pensavo che fosse una cosa sciocca o da ‘artista dei poveri’; in realtà mi è sempre piaciuto prendere appunti e l’ho sempre fatto solo sulle questioni ‘materiali’ (lavoro, studio, attività quotidiane).
L’altra metà del mio cielo mi prende in giro per la paranoia con cui mi metto allarmi ovunque per paura di ‘perdere il controllo della situazione’. In effetti non ha proprio tutti i torti, soprattutto quando a mezzanotte partono due allarmi per avvisarmi che l’indomani mattina dovrò pagare una bolletta o cose del genere (e questo denota la mia totale incapacità di avere il sopravvento su tutti i giochini elettronici di cui mi circondo e che distruggo più velocemente di quanto possa accadere ad un bimbo con le sue automobiline).
Bene, dicevo, ho scoperto che avere un taccuino sarà si da artista dei poveri ma aiuta, mi aiuta. Passo molto tempo in auto e tante volte torno sugli appunti presi, li rileggo e ci penso.
E’ un periodo in cui sto cercando di capire qualcosa in più di me stesso, in cui vorrei dare una vera svolta alla mia vita e cercare la famosa felicità. (E il compagno di tasca aiuta. Per chi legge ed ha voglia di farlo forse non è proprio un grande aiuto ma tant’è).
Buona parte dei miei pensieri si concentrano su questo. Leggermi diventa a volte, anzi spesso, noioso. Di questo ho certezza e conferme. Provo a dare una mia interpretazione a tutto ciò che scrivo come se fosse una storia scritta a capitoli. Vedo un’evoluzione. Vedo momenti differenti. Alti e bassi che si susseguono. Vedo che la mia testa ha avuto un momento di totale offuscamento.
Sono stato molto noioso, concentrato su cose, si importanti, ma non vitali.
Penso di averlo detto un milione di volte a tutto il mondo (che mi circonda e mi sta vicino): mi sono sempre reputato una persona brillante e viva prima di ogni altra cosa (pur mantenendo il mio atteggiamento da Calimero sono capace anche di ‘sopravvalutarmi’ qualche volta); negli ultimi mesi ho perso tutta quella freschezza ed energia che ho pensato di possedere e che mi sono sempre sentito nei momenti migliori.
Nella mia vita ho avuto delle fasi alterne molto ampie. Volendo disegnare la vita verrebbe una bel ciclo di sinusoidi.
Ho vissuto un periodo bellissimo tra i 19 ed i 24 anni. Lo ricordo come un momento di immensa gioia, in cui tutto girava per il verso giusto. In effetti in quel periodo ho avuto le soddisfazioni più grandi ed ho raggiunto i ‘famosi’ traguardi della vita, anche quelli più inattesi. Ricordo perfettamente come la testa girasse sempre, o quasi, a mille all’ora, sempre concentrata sulle cose giuste e nel momento giusto. Quel periodo mi ha dato tanto, mi ha fatto crescere e mi ha portato lontano.
Per un pò ho goduto dell’abbrivio che mi ha dato quella fase della vita...
Poi il periodo di buio, un buio pesto, che andava giorno per giorno diventando sempre più scuro, fino al fondo....
E poi di nuovo, i 29 anni e di nuovo la gioia. Forse anche questa volta c’è stata una fase di abbrivio. Di sicuro la gioia è stata conquistata più gradualmente, non con la stessa rapidità ed incoscienza della fase precedente. Forse perchè le amarezze erano state davvero grandi oppure perchè le avevo vissute come tali.
Si arriva al momento più recente. Mi volto indietro e mi rendo conto che gli ultimi mesi, forse gli ultimi due anni, sono stati difficili. Non riesco a capire cosa sia successo esattamente, ovvero quale sia stata la ragione scatenante. Stento a trovare una ragione precisa. Forse uno scontro tra quello che viveva il mio inconscio e quello che io stavo cercando di impormi. Sicuramente ciò che volevo, che ho sempre voluto realmente era lì e l’inconscio continuava a ricordarmelo. Continuava a dirmi che stavo finalmente andando nella direzione che avrei sempre voluto.
Io cocciuto a cercare di soffocarlo con tutte le mie forze ed a concentrarmi per non essere quello che sono, a volere vivere solo un aspetto della mia vita: il meno importante, il più ‘futile’. Forse perchè mi sembrava che potesse dare delle garanzie a me ed alla persona che amo? Forse, non lo so. Non riesco proprio a capirlo.
La lotta intestina è stata sicuramente molto pesante, molto ‘provante’ e si è mangiata tutte le mie energie, tutta la mia freschezza.
Sicuramente non sono successe cose che hanno aiutato a venire fuori da questa situazione di empasse. Più ci penso e più mi convinco che questo non sono io e, soprattutto, non voglio essere io.
Mi viene spontaneo fare un paragone tra le sensazioni che ricordo delle mie fasi migliori e le sensazioni più vicine. C’è un abisso. E’ davvero incolmabile questo spazio? E’ una mera questione di volontà?
Sono domande ovvie ma non sono sicuro che sia necessario rispondere. Sono sicuro del fatto che quello che voglio è sentirmi vivo come sono stato. E’ quella la sensazione che mi fa sentire me stesso.
Il taccuino dove ‘registrare’ pensieri, stati d’animo , ansie. Condividere questi pensieri.
Avere metabolizzato la parte peggiore ed avere avuto vicine le persone più care che mi hanno voluto fare capire in tutti i modi che ho dei valori, che non sono poi così ‘brutto’ e noioso.
Ora tocca a me e io ci sono.
Avanti un altro.
D’ntgup!
Sono sempre più convinto che questo ‘esercizio’, oltrechè piacermi, stia divenando utile.
Non so se e quanto durerà questa mia nuova ‘passione’, l’importante è che ci sia ora, in questa fase così delicata della mia vita.
Sono sempre stato una persona loquace (per non dire logorroica) ma ho sempre scritto poco per me stesso. Alle volte mi sembra che la mia mente non abbia pensieri o ne abbia solo di negativi, distruttivi...Il blog mi sta aiutando a cogliere anche questa mia parte.
Alle volte parto con un pensiero già elaborato e, nello scrivere, la testa ricomincia ad elaborare lo stesso pensiero a cui poi le mie dita danno una forma diversa.
In questi giorni mi sono munito di un bel taccuino sul quale provo a fissare le cose che mi passano per la testa a cui alle volte non riesco a dedicare il giusto tempo; alle volte prendo un appunto su quello che mi succede intorno, su quello che dicono gli altri e mi diverto a rileggere poi queste parole buttate a caso e a provare a rileggere il mio pensiero.
Pensavo che fosse una cosa sciocca o da ‘artista dei poveri’; in realtà mi è sempre piaciuto prendere appunti e l’ho sempre fatto solo sulle questioni ‘materiali’ (lavoro, studio, attività quotidiane).
L’altra metà del mio cielo mi prende in giro per la paranoia con cui mi metto allarmi ovunque per paura di ‘perdere il controllo della situazione’. In effetti non ha proprio tutti i torti, soprattutto quando a mezzanotte partono due allarmi per avvisarmi che l’indomani mattina dovrò pagare una bolletta o cose del genere (e questo denota la mia totale incapacità di avere il sopravvento su tutti i giochini elettronici di cui mi circondo e che distruggo più velocemente di quanto possa accadere ad un bimbo con le sue automobiline).
Bene, dicevo, ho scoperto che avere un taccuino sarà si da artista dei poveri ma aiuta, mi aiuta. Passo molto tempo in auto e tante volte torno sugli appunti presi, li rileggo e ci penso.
E’ un periodo in cui sto cercando di capire qualcosa in più di me stesso, in cui vorrei dare una vera svolta alla mia vita e cercare la famosa felicità. (E il compagno di tasca aiuta. Per chi legge ed ha voglia di farlo forse non è proprio un grande aiuto ma tant’è).
Buona parte dei miei pensieri si concentrano su questo. Leggermi diventa a volte, anzi spesso, noioso. Di questo ho certezza e conferme. Provo a dare una mia interpretazione a tutto ciò che scrivo come se fosse una storia scritta a capitoli. Vedo un’evoluzione. Vedo momenti differenti. Alti e bassi che si susseguono. Vedo che la mia testa ha avuto un momento di totale offuscamento.
Sono stato molto noioso, concentrato su cose, si importanti, ma non vitali.
Penso di averlo detto un milione di volte a tutto il mondo (che mi circonda e mi sta vicino): mi sono sempre reputato una persona brillante e viva prima di ogni altra cosa (pur mantenendo il mio atteggiamento da Calimero sono capace anche di ‘sopravvalutarmi’ qualche volta); negli ultimi mesi ho perso tutta quella freschezza ed energia che ho pensato di possedere e che mi sono sempre sentito nei momenti migliori.
Nella mia vita ho avuto delle fasi alterne molto ampie. Volendo disegnare la vita verrebbe una bel ciclo di sinusoidi.
Ho vissuto un periodo bellissimo tra i 19 ed i 24 anni. Lo ricordo come un momento di immensa gioia, in cui tutto girava per il verso giusto. In effetti in quel periodo ho avuto le soddisfazioni più grandi ed ho raggiunto i ‘famosi’ traguardi della vita, anche quelli più inattesi. Ricordo perfettamente come la testa girasse sempre, o quasi, a mille all’ora, sempre concentrata sulle cose giuste e nel momento giusto. Quel periodo mi ha dato tanto, mi ha fatto crescere e mi ha portato lontano.
Per un pò ho goduto dell’abbrivio che mi ha dato quella fase della vita...
Poi il periodo di buio, un buio pesto, che andava giorno per giorno diventando sempre più scuro, fino al fondo....
E poi di nuovo, i 29 anni e di nuovo la gioia. Forse anche questa volta c’è stata una fase di abbrivio. Di sicuro la gioia è stata conquistata più gradualmente, non con la stessa rapidità ed incoscienza della fase precedente. Forse perchè le amarezze erano state davvero grandi oppure perchè le avevo vissute come tali.
Si arriva al momento più recente. Mi volto indietro e mi rendo conto che gli ultimi mesi, forse gli ultimi due anni, sono stati difficili. Non riesco a capire cosa sia successo esattamente, ovvero quale sia stata la ragione scatenante. Stento a trovare una ragione precisa. Forse uno scontro tra quello che viveva il mio inconscio e quello che io stavo cercando di impormi. Sicuramente ciò che volevo, che ho sempre voluto realmente era lì e l’inconscio continuava a ricordarmelo. Continuava a dirmi che stavo finalmente andando nella direzione che avrei sempre voluto.
Io cocciuto a cercare di soffocarlo con tutte le mie forze ed a concentrarmi per non essere quello che sono, a volere vivere solo un aspetto della mia vita: il meno importante, il più ‘futile’. Forse perchè mi sembrava che potesse dare delle garanzie a me ed alla persona che amo? Forse, non lo so. Non riesco proprio a capirlo.
La lotta intestina è stata sicuramente molto pesante, molto ‘provante’ e si è mangiata tutte le mie energie, tutta la mia freschezza.
Sicuramente non sono successe cose che hanno aiutato a venire fuori da questa situazione di empasse. Più ci penso e più mi convinco che questo non sono io e, soprattutto, non voglio essere io.
Mi viene spontaneo fare un paragone tra le sensazioni che ricordo delle mie fasi migliori e le sensazioni più vicine. C’è un abisso. E’ davvero incolmabile questo spazio? E’ una mera questione di volontà?
Sono domande ovvie ma non sono sicuro che sia necessario rispondere. Sono sicuro del fatto che quello che voglio è sentirmi vivo come sono stato. E’ quella la sensazione che mi fa sentire me stesso.
Il taccuino dove ‘registrare’ pensieri, stati d’animo , ansie. Condividere questi pensieri.
Avere metabolizzato la parte peggiore ed avere avuto vicine le persone più care che mi hanno voluto fare capire in tutti i modi che ho dei valori, che non sono poi così ‘brutto’ e noioso.
Ora tocca a me e io ci sono.
Avanti un altro.
D’ntgup!

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