racconto zen
ieri, durante una pausa di lavoro, stavo parlando con una persona che mi risulta sempre un pochino strana.
Se la guardo sul lavoro posso essere certo che non abbiamo gli stessi valori. Ogni volta che abbiamo due minuti per parlare scopro di avere una visione della vita molto vicina alla sua e mi piace molto parlare con lui.
la conversazione di ieri è scivolata velocemente verso argomenti legati alla meditazione, alla spiritualità, alla relazione tra corpo e mente...si, due pazzi.
e mi ha raccontato una storiella zen che pare piuttosto diffusa ultimamente. in effetti non ci ho impiegato molto a trovarla e la riporto qui sotto.
'...durante un seminario ad un gruppo di studenti, il professore, usò un'illustrazione che rimase per sempre impressa nelle loro menti.
Per colpire nel segno il suo uditorio di menti eccellenti, propose un quiz, poggiando sulla cattedra di fronte a se' un barattolo di vetro, di quelli solitamente usati per la conserva di pomodoro.
Chinatosi sotto la cattedra, tiro' fuori una decina di pietre, di forma irregolare, grandi circa un pugno, e con attenzione, una alla volta, le infilo' nel barattolo.
Quando il barattolo fu riempito completamente e nessun'altra pietra poteva essere aggiunta, chiese alla classe: - "Il barattolo e pieno?". - Tutti risposero di si'. - "Davvero?".
Si chino' di nuovo sotto il tavolo e tiro' fuori un secchiello di ghiaia. Verso' la ghiaia agitando leggermente il barattolo, di modo che i sassolini scivolassero negli spazi tra le pietre. Chiese di nuovo, - "Adesso il barattolo e' pieno?".
A questo punto, la classe aveva capito. - "Probabilmente no" rispose uno. - "Bene" replico' l'insegnante. Si chino' sotto il tavolo e prese un secchiello di sabbia, la verso' nel barattolo, riempiendo tutto lo spazio rimasto libero. Di nuovo, - "Il barattolo e' pieno?". - "No!" rispose in coro la classe. - "Bene!" riprese l'insegnante.
Tirata fuori una brocca d'acqua, la verso' nel barattolo riempiendolo fino all'orlo. - "Qual e' la morale della storia?", chiese a questo punto.
Una mano si levo' all'istante "La morale e': non importa quanto fitta di impegni sia la tua agenda, se lavori sodo ci sarà sempre un buco per aggiungere qualcos'altro!". - "No, il punto non e' questo".
"La verità che questa illustrazione ci insegna e': se non metti dentro prima le pietre, non ce le metterai mai.".
Quali sono le "pietre" della tua vita? I tuoi figli, i tuoi cari, il tuo grado di istruzione, i tuoi sogni, una giusta causa. Insegnare o investire nelle vite di altri, fare altre cose che ami, avere tempo per te stesso, la tua salute, la persona della tua vita.
Ricorda di mettere queste "pietre" prima, altrimenti non entreranno mai. Se ti esaurisci per le piccole cose (la ghiaia, la sabbia), allora riempirai la tua vita con cose minori di cui ti preoccuperai non dando mai veramente "quality time" alle cose grandi e importanti (le pietre).
Questa sera, o domani mattina, quando rifletterai su questa storiella, chiediti: "Quali sono le 'pietre' nella mia vita?" Metti nel barattolo prima quelle.'
questa notte ho dormito poco e male. ero disturbato da pensieri poco positivi. mi ero già dimenticato di questo racconto. ho perso di vista le cose importanti e mi sono concentrato sulla ghiaia, sulla sabbia; forse addirittura solo sull'acqua. Le pietre della mia vita sono ben altre. vorrei chiedere scusa a chi ho ferito. rischio di non essere più credibile. chiedo scusa a me stesso, non mi perdo più in chiacchere.
quanti alti e bassi, quante volte cadrò ancora nella tentazione di perdermi nelle piccole cose? ogni volta mi rendo conto che quello che importa è molto più alto, più forte di ogni cosa. eppure cado e mi arrabbio. l'equilibrio non è raggiungibile in un attimo. ho lavorato molto e bene fino a qui. non è tutto risolto, non è tutto cristallino, non è tutto perfetto, non ancora. continua a lavorare.....forse non c'è un momento in cui tutto è perfetto ma dei momenti in cui tutto appare migliore e meno difficile....le discese dopo le salite....
ti amo pietra più grande della mia vita (oddio forse il paragone con una pietra potrebbe anche non piacere)

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