in discesa


mi piace utilizzare la metafora del ciclista. trovo che siamo tutti ciclisti che pedalano lungo il corso della vita. ci sono rettilinei, curve, pedalate a favore di vento e contro vento, salite e discese.

ci sono e non si può fare nulla per evitare i tratti difficili. e allora si affrontano, si stringono i denti. a volte pensi che alla fine della salita ci sarà una bella discesa e allora pedali per affrontare la salita.

dopo la salita la discesa, e poi cadi in discesa ed è anche peggio della salita. ma ti alzi e pedali e continui a pedalare. a meno che non decidi di ritirarti.

come fare a non ritirarsi? stringendo i denti e con tanto equilibrio interiore. quell'equilibrio che ti fa capire, che ti fa mettere in gioco, che ti dà il coraggio di andare avanti a pedalare.

per questo mi piace paragonare i grandi atleti ai grandi uomini. perchè pedalano, perchè lottano? dove trovano la forza di combattere per i proprio principi?

trovo che siano tutte persone che si sono messe in discussione, forse da giovani, forse non hanno avuto necessità di farlo perchè è stato un 'processo naturale'; e comunque hanno trovato una strada, una soluzione ai loro dubbi, hanno dato spazio alle idee ed alla forza insita nei loro principi.

delirante? può darsi.
è quello che penso mi stia accadendo, lentamente. ho avuto un periodo estremamente buio in cui tutto era nero e negativo. piano piano si è rischiarato il cielo, ho visto le persone vicine a me sostenermi, darmi la forza per andare avanti a pedalare, farmi capire che non c'era solo del nero intorno a me; mi hanno aiutato a capire che non hanno bisogno che io 'li gratifichi', vogliono solo vedere me, come sono, senza esitazione.

è difficile trovare il coraggio di rimettersi in discussione, però è quello che sta accadendo. ho imparato dai miei amici, dalla mia compagna, che ho diverse qualità che si erano solo appannate, nascoste in qualche antro della mia testa. più passava il tempo più si nascondevano.

è arrivato il momento in cui la testa evidentemente si è liberata. da sola, senza forzature. io stavo cercando la soluzione, lottavo e non la vedevo; poi il tonfo e dopo il tonfo di colpo mi sono sentito sempre più sereno. ho trovato un pò di tranquillità.

ho sempre paura che questa tranquillità possa essere apparente, ci sono i momenti in cui scivolo. mi incupisco...sono i momenti peggiori. ogni volta però mi fermo e cerco la forza per reagire. ed ogni volta è una sorpresa in più e mi sento ancora più forte e più vicino a una cosa che forse per alcuni si chiama 'maturità'. io la definisco voglia di volare, di essere felice e di non cercare in ogni piccolo segno un problema, un ostacolo.

e allora
volo
ti amo

Commenti

Post più popolari