incontri e giornate strane
partenza da orio al serio per stoccolma. orario previsto di partenza 20.35. per una volta decido di prendermi i miei tempi. parto da milano alle 16.00...entro in autostrada, A4, traffico rallentato; non mi preoccupo, è sempre peggio e con i lavori per la 4^ corsia anche peggio. 'ci impiegherò un'oretta almeno' penso, povero illuso. dopo pochi km mi fermo. sto fermo. sono immobile. cerco notizie: incidente tra trezzo e capriate, autostrada chiusa in diversi punti in entrata ed in uscita causa camion ribaltato che occupa 3/4 delle corsie...andiamo bene. per una volta sto tranquillo, non vado in panico. per una volta la 'fortuna' mi sorride: sono ad un passo dall'uscita di cavenago. dopo 30' senza fare un metro decido di uscire. ovviamente tutto bloccato. in questi giorni mi sembra che milano sia molto vicino all'inferno. senza cielo, traffico pazzesco, tristezza infinita. percorro pochi metri e scorgo un gruppo di persone. fanno autostop. curioso, persone 'normali' che fanno autostop. 'siamo proprio alla canna del gas' penso. mi fermo e chiedo dove vanno. tutti all'aeroporto. si domandano l'un l'altro chi ha l'aereo prima e poi salgono 2, 3 poi 4 persone....
buffo, la signora che si siede davanti vive a milano con la figlia, è ceca e torna a casa perchè è mancato suo padre. è angosciata dal fatto che grazie ad uno stupidissimo incidente potrebbe non riuscire a dare l'estremo saluto al papà. si legge nei suoi occhi. è la persona che parla meno e che prenderò più in simpatia forse perchè è l'unica che ha realmente bisogno di prendere quel maledetto volo. dietro due 'ragazzi', uno di napoli che vive a roma. è stato a milano un paio di giorni e ora torna a 'casa'; sembra un bravo ragazzo. forse il suo instinto meridionale ha fatto in modo che proponesse agli altri di chiedere un passaggio. sembra buono anche se mi fa un pò inc...arrabbiare il fatto che ora la sua sola preoccupazione sia il telefono scarico e la cena mancata con gli amici..forse. però mantiene sempre quella calma 'partenopea'. il secondo 'ragazzo' è un osteopata (che alla fine del viaggio non manca di presentarsi e dispensare indirizzo e numero di telefono del suo studio...lo avesse fatto prima non sarebbe arrivato in aeroporto... ;-)) l'osteopata ha studio in centro e sta andando a londra con due colleghi perchè collabora con l'università. più avanti si scopre che parla poco e male l'inglese...penso: 'va bene che è un osteopata ma come fa a comunicare?' vabbeh, il problema non è mio. è quello che in auto ha più spirito di iniziativa di tutti, prova a parlare e sdrammatizzare. è un tipico milanese che cerca di adattarsi alla situazione.
e infine un signore di media età. napoletano trapiantato a milano. vive 3/4 della sua vita in polonia a katowizce (se si scrive così) dove segue qualche attività legata alle miniere di carbone. parla poco, prende accordi telefonici con alcune persone che dovrebbe incontrare. sembra un personaggio uscito da un film, un romanzo. una persona che saluta le persone concludendo le chiamate con un 'ossequi', ci si trova 'dinanzi' ad un ufficio....sarà l'unico che, perdendo l'aereo non ne avrà un altro in serata e ha già deciso di tornare a milano e prendere il treno a mezzanotte per arrivare a mezzogiorno in polonia...penso che la mia vita da viaggiatore in confronto sia un idillio.
divertente provare ad immaginarsi le vite di queste persone. strano avere 4 sconosciuti in auto con me per più di due ore. giriamo per le provinciali tra milano e bergamo in cerca della strada giusta, la più breve e la meno trafficata. rientriamo in autostrada a capriate. voliamo per l'ultimo tratto; si esce a bergamo. sono preoccupato solo per la signora. ce la facciamo, non perderà il volo, non dovrà spendere altri soldi (non mi pare una persona con grandi disponibilità), sarà l'unica a chiedermi di pagarmi il carburante e l'autostrada (poi dicono che 'lo sviluppo' non ha portato con sè maleducazione ed egoismo..), sarà l'unica a ringraziarmi sinceramente e a farmi gli auguri per la mia vita (che bello, nulla di più azzeccato in questo momento). arriviamo all'aeroporto. tutti giù di corsa. io proseguo, parcheggio la mia auto e poi entro in aeroporto. incontro i due ragazzi che stanno mangiando un panino e una birra....siamo di nuovo lontani, ognuno immerso nella propria vita, nei propri pensieri. solo ora mentre scrivo mi rendo conto che non hanno nemmeno provato a offrirmi un caffè mentre eravamo davanti al bar. non ci avevo pensato. vuol dire che l'ho fatto perchè mi andava e che la mia mente malata solo ora si rende conto di non avere avuto un 'riconoscimento' per il gesto. beh, cosa c'è di nuovo? chissenefrega. per una volta mi sento bene con me stesso. per una volta sento di avere aggiunto qualcosa di speciale alla mia giornata e che ho qualcosa da raccontare al mio amore, a me stesso, a chi ha voglia di ascoltarmi. buonanotte.

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