pensieri orientali, arti marziali, della guerra e dintorni

..cavalcare la propria tigre, l'arte di fare la guerra, lo yoga, le arti marziali, il tipping point, sembrano tutti anelli di un'unica catena. tutti collegati a spiegare l'arte di gestire la propria mente, la propria persona...
la tigre...la vita, gli eventi, il nemico, l'amico in ogni rappresentazione possibile; tutto ciò che è bene e male e che val la pena imparare a dominare; gestirla senza farle del male, senza ucciderla (d'altronde è la nostra vita), facendo in modo che anzichè aggredirci ci coccoli, ci abbracci e al mattino, svegliandoci, ci lecchi il viso...
personale interpretazione di un insieme di concetti espressi attraverso la filosofia orientali e, per quel poco che ho potuto capire, delle arti marziali; filosofi e maestri che insegnavano le arti per sconfiggere il nemico senza mai attaccarlo frontalmente, avendo la consapevolezza della forza e della debolezza propria e dell'avversario...utilizzando il gesto dell'avversario contro di lui...fino all'estremizzazione della metafora nella realtà in cui i piccoli prescelti al 18esimo anno di vita, per conseguire la 'cintura nera' venivano rinchiusi nella gabbia con una tigre per immobilizzarla o ammansirla senza ucciderla...
bello e interessante leggere di come rendere semplici le cose più difficili..cavalcare la tigre...
divertente provare a trovare un'applicazione di tutto ciò nei piccoli gesti quotidiani.
difficile riuscirci...molto difficile! alle volte arrivo quasi ad arrabbiarmi per avere perso 'il controllo' della situazione, per non avere proseguito sulla strada che mi avrebbe portato a cavalcare la 'tigre della situazione'...una bella sfida con sè stessi se vogliamo..che potrebbe portare a risultati inaspettati...non ultimo il ricovero coatto! ;-)

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